Quando Mussolini divenne cittadino onorario di Cotrone

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Ad inizio Aprile avevo mandato una serie di mail al Comune di Crotone per chiedere informazioni sulla cittadinanza onoraria di Benito Mussolini. Nessuno mi ha degnato di risposta, in controtendenza rispetto a quanto io stesso avevo già constatato, ed io che avevo pensato di scriverci qualcosa per oggi non potuto dare risposta all’annosa domanda.

Tuttavia, per rimediare a questa mia mancanza (ovvero che non ho fisicamente tempo per visitare l’archivio o la casa della cultura), ho pensato di ricordare ai più che, probabilmente, Benito Mussolini è ancora cittadino onorario di Crotone. Il riconoscimento gli venne conferito ufficialmente il 24 Maggio 1924, in ricorrenza non solo dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, ma anche dell’insediamento del nuovo governo.

In quell’occasione, centinaia di comuni e città approvarono, contemporaneamente, numerose delibere comunali al fine di conferire la cittadinanza a Mussolini. In ogni dove, tutti volevano rendere omaggio al nuovo capo del governo, concedendogli, come se fosse un privilegio, la cittadinanza onoraria. Crotone fù tra queste, ed aderì all’iniziativa indicendo un consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno.

Di seguito, potete leggere il testo integrale della Deliberazione del Consiglio Comunale di Cotrone del 24 Maggio 1924:

Proposta Sindaco: Conferimento cittadinanza onoraria a S.E. Mussolini

 

L’anno millenovecentoventiquattro giorno ventiquattro del mese di maggio alle ore 19 nella solita aula della Adunanze Consigliari. Previo esaurimento delle formalità prescritte dalla legge Comunale e Provinciale, si è oggi riunito il Consiglio Comunale in sessione ordinaria primaverile, convocazione prima, in seduta pubblica sotto la Presidenza del Sindaco sig. Morelli dott. Giuseppe.

Sono intervenuti i Signori Consiglieri: Albani Carlo, Albani Roberto, Ambrosio Michele, Berlingieri Francesco, Brasacchio Nicola, Cusato Giulio, Fuscaldo Antonio, Morace rag. Nicola, Morelli dott. Giuseppe, Pitascio Salvatore, Precone dott. Renato, Pugliese Onofrio, Ranieri avv. Luigi, Romanò Rocco, Scaramuzzino Attilio, Sculco ing. Andrea.

E furono assenti i signori: Borrelli Pantaleone, Cervelli Pantaleone, Ciliberto Pasquale, Lucifero Francesco, Messina rag. Bonaventura, Morelli Francesco, Proto Francesco, Pristerà Domenico, Pugliese Bonaventura, Racco Francesco, Sitra Vincenzo, Trocino Battista, Trocino Raffaele, Zurlo Stanislao.

 

Totale presenti: sedici. Totale assenti: quattordici.

 

Risultato legale il numero degli intervenuti, il signore Presidente dichiara aperta la seduta. Il Segretario Comunale signor De Sessa cav. Giambattista.

 

IL SINDACO

dice di aver espressamente convocato il consiglio, perché, sicuro di compiere atto rispondente nel modo più assoluto al sentimento unanime della cittadinanza tutta, intende proporre che sia conferita la cittadinanza Cotronese Onoraria a colui che, reggendo il Governo d’Italia, ha ridato alla Nazione il posto che le compete nel mondo dopo un triste periodo di inaudita decadenza. Certo, Cotrone sa bene di valer poco e sa che il suo atto è modesto, quando già l’Uomo di cui parlasi è Cittadino Onorario della Città dei Cesari, è Cittadino Onorario di Roma, che compedia l’Italia tutta. Ma a Benito Mussolini non sarà discaro che anche i piccoli Comuni gli manifestino il proprio omaggio, la propria devozione, il più grato amore, giacché Egli troverà in ciò una conferma dei sentimenti del popolo tutto, dalle Alpi al Mare.

Aggiunge il Sindaco che sarebbe vano e superfluo ricordare ciò che la Nazione deve a Benito Mussolini, a Colui che, in nome di un Partito che ha affasciato le più virili e patriottiche energie nazionali, ha tolto l’Italia dal limite del baratro, ove fatalmente pareva dovesse cadere, ad opera di implacabili nemici di ogni sentimento di Patria. Non vi è cittadino onesto e cosciente che non debba ciò riconoscere, tanto più deve riconoscerlo la Calabria, questa derelitta regione, che, finora negletta è considerata come un fardello per la Nazione, ha oggi ritrovato nel Duce il riconoscimento dei propri diritti, il riconoscimento pieno di ciò che questa terra può dare in contributo per la grande Italia.

Il Sindaco conclude col dire che, per oggi, in cui ricorre il nono anniversario dell’entrata in Guerra dell’Italia, giacché il 24 maggio che è cominciata per la Patria diletta la nuova Era, così fortemente voluta da Benito Mussolini, nel quale sono ora precipuamente riposte le più alte speranze della Nazione intera.

Propone, quindi, che Benito Mussolini sia nominato Cittadino Onorario di Cotrone.

 

I CONSIGLIERI

vivamente plaudendo, sorgono in piedi.

 

CON VOTI UNANIMI

conferiscono a S.E. Benito Mussolini la Cittadinanza Onoraria Cotronese, e quindi, per acclamazione, approvano l’invio al Duce del seguente telegramma:

 

“ECCELLENZA MUSSOLINI – ROMA

Nel nono anniversario della dichiarazione della Santa Guerra che ridonò all’Italia i suoi naturali confini, questa Civica Amminsitrazione ha conferito oggi a V.E. la cittadinanza onoraria, a Voi che avete risollevato le sorti della Patria diletta, ridonando agli Italiani l’orgoglio della razza.”.

Un testo-fotocopia che ritroviamo in numerosi altri comuni italiani che, come già detto, in quella data decisero di conferire la cittadinanza al duce. Sorprendentmente, è possibile leggere in questo testo delle formule usate ancora oggi (i “nemici della patria”, una “incredibile decadenza”, il “rinnovato orgoglio”), seppur con termini diversi. Come se le argomentazioni poltiche non si siano mai evolute, o, peggio ancora, come se fossero rimaste ferme nel tempo.

Con queste parole, e con una maggioranza sul filo del rasoio – composta da soli secidi consiglieri su trenta, ovvero dalla sola maggioranza partitica – Mussolini divenne un nostro concittadino benemerito. Una scelta che, contestualizzata, appare scontata ed ovvia, ma che oggi rappresenta un pesante fardello del passato.

Non sappiamo con certezza se Mussolini sia ancora cittadino onorario di Crotone. Ma sulla scia dell’impegno preso da numerosi comuni in tutta Italia, che negli ultimi anni hanno cominciato a revocare la cittadinanza al “benemerito dittatore”, sarebbe opportuno che anche Crotone (e la Calabria più in generale) si adoperi per dimostrare di aver già revocato la cittadinanza, o, in alternativa, si attivi per revocarla.

Non è questione di “derby”. È una questione di correttezza e giustizia. In attesa che si muova qualcosa per quel benedetto gladio.