Radio Padania si, Radio Radicale no

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L’ennesimo grande errore sta per essere commesso da questo governo: lo spegnimento di Radio Radicale, alla quale il governo non vuole rinnovare le convenzioni. Questo scenario pare sempre più certo, anche perché diverse fonti di governo sembrano convergere sul punto, ovvero che la radio è “superata” ed in un certo senso “inutile”.

La battaglia per la sopravvivenza dell’emittente in attività da 40 anni prosegue serrata, ed è stata lanciata anche una petizione ufficiale (che ha già superato le 65.000 firme) nel tentativo di far cambiare idea al governo.

Lo stesso governo che, qualche mese fa, ha contribuito a salvare un’altra emittente, Radio Padania, emittente vicina ovviamente alla Lega.

Insomma, due pesi e due misure. Eppure, nessuna radio ha mai contribuito come la radicale in ambito parlamentare e politico, e tutt’oggi rappresenta un baluardo dell’informazione aldilà del partito. Uno smacco intollerabile, che sa tanto di misura punitiva ed ingiusta.

Aggiornamento del giorno dopo: anche il Comune di Crotone si è pronunciato a favore del salvataggio di Radio Radicale.