Fobia delle foibe

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Avrete letto l’ultima sparata di quella povera disperata che è Giorgia Meloni: dopo aver fieramente candidato nella sua schiera un Mussolini, si è scagliata contro un manifesto applicato lungo le vie di Roma in occasione del 25 Aprile. A suo dire, ricorderebbe le foibe.

Quelli di destra e un po’ ignorantelli sono fissati, con le foibe. Le vedono ovunque, ne parlano sempre, le includono in ogni discorso e non mancano di ricordare il “dramma taciuto”. E c’hanno anche ragione. Ma il continuo richiamo delle foibe non è di certo un modo per celebrare le vittime, anzi, è un modo per specularci su.

Di fatto, solo una persona altamente ignorante di storia politica italiana vede – pretestuosamente – le foibe anche nel manifesto di Roma. Il manifesto in questione infatti è un esplicito richiamo ad una vecchia locandina del 1973, creata da Ettore Vitali per il PSI. E no, non è una foiba, ma “un’onda rossa che si fa breccia in un muro nero”. La stessa immagine venne ripresa anche successivamente, nel 1977 in una famosa locandina contro la violenza politica.

La locandina originale ha iniziato a girare in rete, ed ora potete trovarla facilmente. La storia del nostro paese è grande, ed il problema principale è che i più – politici e cittadini comuni – non ne conservano un’adeguata memoria: seria ed imparziale.