Sputare nel piatto dove si è mangiato

S

Oggi sta facendo il giro del web una curiosità. Iere sera, nel corso della trasmissione Piazza Pulita, un intervistato ha affermato con leggerezza che quando si parla di rom “uguali non è un termine da usare”. I giornali hanno subito sintetizzato il pensiero del giovane – sigh! – con frasi tipo “I rom non sono uguali agli italiani”, e via subito con la roulette russa online.

Il dettaglio su cui si sono concentrati però è un altro. Non tanto le affermazioni del giovane, ma l’applauso spontaneo del pubblico in studio. Pubblico che evidentemente la pensa proprio come quel giovane, vedendo – ahinoi – una qualche “differenza razziale”, pur non detta in modo esplicito ma veltamente ribadita.

Alché, il conduttore Corrado Formigli, terminato l’applauso, si dissocia in diretta da quanto accaduto, ammettendo che quanto detto “fa paura”. Ed ha ragione da vendere, Formigli, quando ammette la pericolosità intrinseca di un pensiero sbagliato e omologato, tanto da apparire normale e quindi giusto.

Eppure, non è proprio il Formigli un conduttore televisivo che, fino ad oggi, ha vissuto proprio di questo? Certo, ha sempre cercato il furor di popolo a livello politico, ma il furor di popolo non è sempre giusto (ne tantomeno giustificabile). Ma al Formigli tutto questo non è importato, fino ad oggi, facendo incetta di applausi che fino ad oggi ha ben condiviso.