Piante secche che non lo sono

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Da qualche mese è nato Restart Kroton, un gruppo di studenti che si batte per ottenere una “vera bonifica” ed attento alle tematiche ambientali. Un’iniziativa lodevole che fa capo al Liceo Nautico, e che vede impegnati numerosi studenti sulla sensibilizzazione ambientale a livello locale.

Una cosa buona e giusta, che però rischia di essere influenzata, in malo modo, dai soliti strilloni locali, che sopratutto quando si parla di bonifica non mancano mai, finendo per incasinare discorsi semplici e lineari.

Un esempio della brutta piega che potrebbe prendere il bel progetto è ben rappresentato in un post pubblicato su Facebook. I ragazzi, che hanno fatto un salto nei pressi del fondo Morelli (area dove sorgerà, si spera, l’Antica Kroton), si sono scagliati contro l’intervento di fitoterapia tramite Paulonia con due hashtag: #piantesecche e #spesicircaquattromilioni.

Il fitorisanamento è una tecnica riconosciuta di bonifica del suolo con i suoi vantaggi e svantaggi, che a Crotone è stata avversata sin dalla sua presentazione in quanto considerata un’operazione a risparmio (e quindi non una “vera bonifica” ma una sorta di toppa). Dopo il via libera, sono stati pubblicati diversi comunicati allarmistici sulla presunta pericolosità della pianta, che con le sue fitte radici avrebbe “compromesso irrimediabilmente i reperti archeologici”. Insomma, ogni motivo è buono per andarci contro, e negli ultimi anni ne sono uscite di tutti i colori. Ovviamente parliamo, nella maggior parte dei casi, di fesserie.

Ed è proprio una gran fesseria quella ripresa (o suggerita) ai ragazzi di Restart, che parlano di “piante secche”, lasciando intendere un progetto “morto”. La Paulonia infatti, essendo un albero a foglie caduche, perde completamente il suo fogliame durante l’inverno. Le piante, in soldoni, non sono “secche” o “morte”, sono solo in periodo di riposo. Non è errato pensare che da qui ad un mesetto inizieranno a comparire le prime foglie, dato che anche lo scorso anno erano nate numerose polemiche sulle “piante secche”, che poi verso i primi di maggio si erano rivelate totalmente infondate.

Tutto questo per dire che la natura è una cosa tanto semplice quanto complessa, e bisogna conoscerla prima di pretendere di poterla difendere. La speranza è che i giovani di Restart non siano i soliti ragazzini plagiati da qualcuno, e che sappiano riconoscere l’errore e dimostrarsi maturi e indipendenti.