Italian politic for ignorant

I

Ieri sera ho finalmente visto il docufilm delle Iene, Italian politic for dummies, in onda su Italia 2. Mi ero ripromesso di vederlo ma, tra una cosa e l’altra, è passato decisamente in secondo piano, complice anche la scarsa attenzione mediatica che il film ha ricevuto.

L’aspettativa non era altissima, ma non era neanche bassa. Mi aspettavo qualche scoop incredibile, qualche dettaglio particolare, qualcosa di nuovo. Me per noi che siamo “esperti” del settore, non è stato nulla di che. Anzi…

Per prima cosa, c’è da dire che i retroscena della politica sono difficilmente raggiungibili tramite una candidatura a sindaco. I candidati a sindaco, da che mondo è mondo, sono tra le ultime ruote di scorta, e vengono utilizzati come “pedalini” dai partiti o dagli esponenti politici di rango. Ed è quello che è capitato ad Ismaele, asserragliato da tutti quei partiti pronosticati come perdenti a Palermo, che hanno cercato in lui non tanto una breccia, ma una percentuale.

Di realpolitìk se ne parla dall’800, ma ancora oggi l’italiano medio considera “scabrosi” o “pregiudizievoli” gli intrighi tra partiti. Eppure il compromesso ha sempre prevalso sui frontalismi, almeno dal dopoguerra ad oggi, dove sulla scena politica nazionale non c’è mai stata una completa rivalità tra partiti opposti. Piuttosto, si è sempre instaurata una sorta di collaborazione, quando con il nome di inciucio quando con il nome di patto (oggi contratto).

Se pensate che sia strano che una segretaria del cdx si incontri con un candidato a sindaco del cds, vi sembrerà assurda ogni missione in consiglio comunale, o alla camera. Come ha detto il primo politico intervenuto nel docufilm – Occhipinti – in politica “si parla”. Specialmente quando si concorre per amministrare una città: è improbabile che gli avversari politici che si vedano tutti i giorni non instaurino un rapporto – bene o male – di lavoro. Si parla e ci si vede, indipendentemente dai partiti.

L’idea complessiva che mi sono fatto del docufilm è questa: ha cercato di cavalcare l’onda di indignazione che oggi regna in Italia, cercando di far passare delle semplici manovre elettorali per un Comune come “retroscena della politica”. Niente di nuovo e niente di eccezionale.

Due cose tra tutte sono degne di nota: una ripresa (finalmente!) di un “capo-popolo” che chiede soldi in cambio di voti, piaga di tutto il Sud compreso Crotone, dove un voto si compra anche con i buoni pasto; le dichiarazioni di Crocetta, a dimostrazione dell’eterno astio nella sinistra italiana.

Per il resto, complimenti ad Ismaele per il sangue freddo… ma al prossimo docufilm ci si aspetta qualcosa di più di una semplice storia di paese.