I miei interessi, secondo Facebook

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Ah ma certo…

Giorno dopo giorno, Facebook sa sempre più cose di me. Nuovi like, nuovi post, nuove  visualizzazione. Registra tutto, e si fa un’idea del sottoscritto. Un’idea sbagliata, ovviamente.

Oggi, scorrendo qua e la, mi capita di notare un post sponsorizzato della “Rivista Borghese”, che mi proponeva in omaggio il calendario 2019 del Duce. Ho cercato di capire perché mi apparisse questo contenuto sponsorizzato, essendo io una persona apertamente e dichiaratamente di sinistra. Ed ecco il messaggio che mi appare.

Stando alle pagine alle quali ho messo “mi piace”, Facebook ha capito che mi piace il nazionalismo, e dunque le cose che c’hanno a che fare, tra cui quella merda di settimanale che era morto nel 1993, e che oggi qualcuno pare abbia voglia di riesumare.

È inutile sconvolgersi più tanto: l’etichettizzazione degli utenti è una cosa tanto semplice quanto ampia. In fondo, Facebook fa la stessa cosa di Gaber, e si chiede “cos’è la destra, cos’è la sinistra”, di fronte ad un tag? Esiste anche il nazionalismo di sinistra, ma a Facebook non importa, perché il nazionalismo, per lui, è una cosa sola.

Un esempio pratico di quanto sia distante e lontana la concezione politica dalle sue mille sfumature, non solo nella vita di tutti i giorni ma anche online.

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