Il lavoro spazzato via

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Ieri ho assistito, inerme, ai danni provocati dalla tromba d’aria nell’area industriale di Crotone. Tra le aziende colpite anche quella dove ho lavorato fino al mese scorso, che ha subito molti danni e che avrà non poche difficoltà a rialzarsi.

È strano vedere un luogo dove hai lavorato per mesi distrutto dal maltempo. A parte ogni considerazione lavorativa, ogni possibile attrito, ogni sassolino: vedere quel capanno divelto dal vento, e quelle auto spazzate via dalla furia del ciclone, è impressionante.

Penso ai dipendenti, ai miei ex colleghi, che forse perderanno il lavoro (così come l’ho perso io) e che stanno sperando senza sosta in un aiuto (così come l’ho sperato io). Non c’è nessun senso di gioia in questo dramma, aggravato ancor di più dalla cattiveria di alcuni commenti online: gente che “pretende” di ottenere la merce a metà prezzo o scontata, avallando a gran voce un vero e proprio sciacallaggio, e chi invece chiede di “boicottare gli aiuti” perché tanto sono una grande catena e verranno risarciti.

Il mio pensiero va solo a chi ci lavora, li dentro, che per ora ha già perso la macchina in quella maledetta domenica. Un evento straordinario ed imprevedibile, che in un attimo ha spazzato via speranze e sacrifici.