Benvenuto

B

Oggi non volevo uscire. Era uno di quei giorni “da disoccupato”, dove passi due, tre ore alla ricerca di annunci di lavoro, e poi ti ricordi che nessuno ti ha più risposto da oltre un mese. Giorni lenti, svogliati, quasi inutili. Ma c’era da fare un giretto, bisognava andare solo in un posto, comprare una cosa e tornare a casa.

Va così che, arrivati sulla SS106, sentiamo dei lamenti da uno scatolone. Due cuccioli piangono, cercano di attirare l’attenzione, tremano nonostante siano sotto al sole. Due cazzerelli rumorosi e puzzolenti, in uno scatolo con scritto “Aiutateci, adottateli” (in italiano ed in inglese, attenzione).

All’inizio tentenni: l’idea del cane in casa, con i suoi bisogni ed i suoi orari, le attenzioni che deve avere, le responsabilità. Ma poi li guardi, e non pensi ad una bocca da sfamare, ad un costo, ad un numero. Pensi ad un cucciolo. E non c’è storia.

Benvenuto a casa, piccolino!