“Stringi i denti”

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Mi sono beccato l’influenza, e devo ammettere che tra l’età che avanza ed i miei problemi la cosa è sempre meno sopportabile. Ho sempre evitato di prendere medicine, o per lo meno le ho sempre limitate, eppure mi rendo conto di non poterne più fare a meno, anche per le piccole cose quotidiane.

L’influenza mi ha costretto a casa per qualche giorno, andare a lavoro sarebbe stato impossibile. Eppure, più fastidioso del mal di testa e del naso tappato, è stata una chiamata, ricevuta il primo giorno di malattia, in mattinata. Una chiamata del co-proprietario dell’azienda dove lavoro, che mi ha invitato a “stringere i denti” per andare in azienda e non lasciare il posto vacante.

Ovviamente, capisco le necessità dell’azienda. Ma capisco, prima di queste, le mie di necessità. Una chiamata inopportuna, fastidiosa e per certi versi volgare, nonostante i toni cordiali e leggeri. Se fossi stato in grado di andare, sarei andato. Mi pare ovvio.

L’ho già detto e lo ripeto: è difficile far valere i propri diritti. Ed è brutto affrontare certi comportamenti in generale, ma specialmente ad appena una settimana dalla fine del contratto. Quando sembra che ogni virgola possa influire sul tuo futuro.

Ma alla fine della fiera… mi “godo” questi giorni di riposo. Mi godo i miei diritti. Mi “godo” la malattia.