Indignazione a convenienza

Appena pochi giorni fa avevo scritto una considerazione non troppo gentile sul crotonese medio. Quello che si riempie la bocca con “la storia della città”, con i miti del passato, che immagina straordinari e rosei futuri, ma che poi in soldoni resta paralizzato in una bolla di ignoranza aberrante, aggrappato a discorsi miseri e inconcludenti. Manco a dirlo, per la prima volta nella storia di questo blog ho ricevuto una ventina di commenti, tutti negativi ovviamente, dove venivo tacciato di buonismo o di essere addirittura un radical chic col culo degli altri.

Quella era una chiara dimostrazione di come sia polarizzato l’interesse dei crotonei (e di buona parte degli italianI), intenti a vedere “il problema” negli immigrati. Una distorsione della realta aberrante e paurosa, specialmente se si pensa che la Calabria risulta essere una delle peggiori regioni in Europa sotto tutti gli indici disponibili. Insomma, non ci vuole un genio per capire che i problemi sono “altri”, ma diciamocelo: e incredibilmente facile prendersela con l’ultimo arrivato, e dargli le colpe di tutto. In fondo, e sempre successo nella storia, recente e passata.

A questo punto, vorrei far sommessamente notare a tutti un particolare: confrontate il numero di commenti, reazioni e condivisioni alle notizie che riguardano gli immigrati, con il numero di commenti, reazioni e condivisioni alle notizie che riguardano ogni altra qualsivoglia informazione di cronaca locale. Vincono a manibasse i “leoni” che sbraitano contro i negri, intenti quotidianamente a lanciare accuse e fantasiose teorie contro ogni immigrato possibile. Anche a Crotone questa tendenza e incredibilmente aumentata, tanto da generare un accanimento morboso nei confronti di un solo tema, ed annullando il dibattito nei confronti di ogni altro aspetto locale.

Ad esempio, quante persone hanno commentato gli arresti di ieri, a seguito dell’operazione Hermes? Quasi nessuno. Gli oltre 700 commenti sotto la decisione del sindaco di aprire il porto cittadino si sono volatilizzati nel momento di schierarsi contro la criminalita locale. Perche non ci importa di nulla, se non di cio che puo farci indignare e sbraitare piu facilmente.

Funziona cosi in tutta Italia, ed in tutto il mondo, e lo ripeto: si tratta di un segnale preoccupante. Chi si indigna a convenienza, quasi ad orologeria, e un problema per tutta la collettivita. Tutti quei crotonesi che si indignano per gli immigrati e non per la criminalita portano addosso quella dantesca ignavia alla quale e stata dedicata un intero girone. Ma poco ci importa: dopo aver sbraitato a preferenza contro questo o quel tema, ci sono il mare e la partita che ci aspettano.

Torno a ripeterlo: quale futuro ci si puo aspettare?

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