“Non dovevo aiutarlo”

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Qualche giorno fa è successo un fatto di ordinario degrado in pieno centro. Un giovane tossicodipendente ha cercato di rubare diverse bottiglie di alcolici in un supermercato, ma è stato scoperto. A quel punto ha iniziato ad urlare contro i dipendenti del supermercato, ha volontariamente rotto una bottiglia per ferirsi, provocandosi dei tagli, e minacciare di “infettare” tutti. Una scena classica nel repertorio dei tossicodipendenti.

L’uomo è stato immobilizzato e portato in ospedale, ed a parte le nove bottiglie di alcolici perse nessuno si è fatto male. Tuttavia, merita di essere raccontato un retroscena: questo giovane tossico, così come tanti altri, è solito rifornirsi in pieno centro. Differentemente da quanto si può pensare, le piazze di spaccio locali non si trovano solo nel centro storico e nelle periferie, ma anche nel centro cittadino, nei pressi del Tribunale, del Corso. È facile rifornirsi, a Crotone, e molti spacciatori sono soliti garantire anche i kit per farsi: siringhe, aghi sterilizzati, cotone, alcool, laccio, stagnola, bottiglie… una sorta di pacchetto all-inclusive.

Poco prima di compiere la tentata rapina, il giovane si era sparato la sua solita dose, su una panchina al fresco della bella e centrale Piazzetta degli Artisti. Dopo qualche minuti si stese, e parve dormire. La cosa ha ovviamente preoccupato il noto spacciatore della zona, che più volte si è preso l’impegno di andare a svegliare il giovane, senza però successo. Preoccupato, ha chiamato l’ambulanza, che ha rianimato il tossico “con una puntura”.

Dopo pochi minuti, andati via i soccorsi, ecco il colpo di testa: il giovane, appena rianimato dai sanitari, si è recato nel supermercato, prendendo nove bottiglie di alcolici e dandosi ad una goffa fuga urlando. Le urla hanno attirato tutti, anche il noto spacciatore che, poco prima, aveva chiamato il 118 per rianimare il giovane. Nel vedere la scena, è stato proprio lo spacciatore, che gli ha venduto la dose e che lo ha poi salvato, a dire “Mah, non dovevo aiutarlo. Non lo dovevo aiutare proprio“.

Dopo il fatto, tutto è tornato alla normalità. Lo spacciatore continua a spacciare, forte di un’attività storica e duratura che non conosce crisi. I tossici continuano a farsi un po’ ovunque, lasciando sparse siringhe anche sulle panchine del centro. La città torna indifferente al problema, ed il giovane tossico tornerà presto “in libertà”. E, probabilmente, di questa vicenda non ricorderà nulla.