Pro-life a convenienza

Leggo – senza alcuno stupore – che Salvini ha imposto la chiusura dei porti per impedire l’attracco di una nave con 629 immigrati. La decisione, che è legittima, è stata presa con il beneplacido del M5S: a loro dire, vogliono “dare una lezione” all’Europa, perché l’Italia da sola si è fatta carico di troppe emergenze.

Pur condivisibile il concetto di “Italia abbandonata” sul piano dell’immigrazione, quello che ha fatto Salvini è inaccettabile. Un crimine contro l’umanità, che probabilmente mobiliterà l’ONU. Una decisione folle, scellerata, insensata, e sopratutto inutile: non è impedendo l’attracco di una nave, che dai un segnale.

A questo punto, si spera che la crisi si risolva al più preso, e che quelle persone siano messe in salvo. Questo è solo uno dei primi casi di ciò che vedremo nei prossimi anni. E con l’amaro in gola, dobbiamo prendere atto che il “popolo sovrano” è contento così. Lo stesso popolo che poi si batte contro l’aborto, non è disposto a salvare una vita. Già.

Gioire per questa scelta dimostra la mediocrità, l’ignoranza e l’imbarbarimento di un popolo, che andrebbe rieducato anziché incitato. Il fondo è sempre più tangibile.

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