L’ovvietà

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Per mesi, qualcuno ha creduto alla favola della campagna elettorale. Ci si crede ancora, nel 2018, a questa favola: come se qualche mese di attività sui social, in bella mostra sui social e sulle tv, servissero a convincere una persona. Ma tant’è, e siamo arrivati al 5 Marzo (dopo l’ennesima infinita Maratona Mentana) con il dato più ovvio della storia: il vero vincitore di questa tornata elettorale è il Movimento 5 Stelle.

Era ovvio. Era scontato. Era palese. Ma mentre la sinistra cerca di capacitarsi della sconfitta “improvvisa”, e mentre la destra si vanta di una vittoria inesistente (la Lega, primo partito della coalizione di csd, ha preso comunque meno voti del PD, che è il secondo partito per numero di voti), in generale aleggia un senso di soddisfazione. Sono tutti quasi contenti dello schiaffo dato ai “soliti partiti”, alle “solite facce”. Il movimento è riuscito nel suo intento, scavalcando le vecchie figure politiche ed imponendosi sul panorama nazionale. Ed ora, che Dio ci aiuti.

Premessa questa ovvietà, fatemene dire un’altra, di cosa ovvia. Ora i grillini sono all’apice dei loro tempi, sulla cresta dell’onda, al punto più altro in assoluto che possono sperare di raggiungere. Da qui, sarà solo discesa. Perché com’è consuetudine, si dovranno adattare anche loro alla “vita politica” del paese. Non faranno nulla di quanto hanno mai detto, e dovranno ritrattare su tutto. Aspettatevelo.

E mo che ci siete, aspettatevi un’altra cosa: avete presente tutte quelle persone che pensavate di esservi tolti dalle scatole? I “vecchi politici” della “vecchia politica”? Beh, nessuno di loro scomparirà nel nulla. Nessuno. Ognuno resterà al suo posto, così come è sempre stato. Avete ottenuto le dimissioni di Renzi? Bene, grandi! Tutto il resto rimarrà esattamente come prima.

Il grande inganno dei grillini consiste nel far credere che con la loro salita al potere tutto cambierà, quasi come di diritto. Ma non è mai successo nulla del genere, e mai accadrà. L’unico modo per far cambiare le cose, non è andare a votare con rancore e “di pancia”, ma rendersi parte attiva di un cambiamento. Il resto, sono solo chiacchiere.

Ed essendo fin troppe, le chiacchiere, fatemi fare una previsione: tra qualche anno, torneremo tutti a lamentarci dei “vecchi politici”, delle “solite logiche” e quant’altro. È talmente ovvio, che pare banale anche solo dirlo. Ma tanto vale ricordarlo.

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