Difendere i criminali?

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In questi giorni si sta parlando molto della maestra ripresa mentre urlava a dei poliziotti “dovete morire“. Premesso che l’antifascismo è un dovere, ne è nato un discutibile polverone, che non ha mancato di suscitare la reazione dei soliti “figli di”, con sdolcinate lettere contro l’insegnante per ribadire il valore del servizio dell’arma.

Tutto giustissimo: probabilmente, parliamo di un’esasperata, colta proverbialmente sul fatto. Si trovava al posto sbagliato al momento sbagliato, e pagherà (purtroppo per lei) quel suo ardore che, decontestualizzato, farebbe storcere il naso a tutti noi moderati.

Ma è proprio contestualizzando quel suo urlo, che le cose cambiano. Perché la donna urlava contro dei poliziotti che stavano proteggendo un corteo neofascista. Storicamente, le forze dell’ordine hanno sempre tutelato e protetto quel gruppo di persone che va apertamente contro la costituzione, contro la legge, contro ogni buonsenso. Non è una novità.

Proteggere i criminali, sia ben chiaro, è compito delle forze dell’ordine. Quanti linciaggi hanno evitato, in questi anni! Ma è quanto meno doveroso chiedersi che valore può avere, un poliziotto o un carabiniere, che difende un fascista. Che gli permette di manifestare, in aperta violazione dei diritti di tutto un paese. Non riecheggiano più le parole di Sandro Pertini, che nel parlare della libertà di espressione ci ricordava di come bisognasse conbattere e contrastare i fascimi. Non difenderli: stroncarli.

Mentre ci si indigna contro la maestra, i fascisti escono dalla fogna. Proliferano, si riproducono, trovano discepoli e seguaci, si espandono. Servirebbero centinaia, migliaia di maestre così. Maestre che ci ricordano che il fascismo è un crimine. Maestre che ci ricordano che difendere i fascisti è un reato. Maestre che rispoverino in noi un po’ di quel sano antifascismo militante, che non deve degenerare nel più bieco ACAB, ma neppure piegarsi di fronte alla moderazione della libertà di espressione.

L’unico fascista buono è il fascista morto. E come lui, tutti coloro che lo sostengono, lo supportano e lo difendono.

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