“Sei un grande”

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Avrete sicuramente sentito l’ultima novità: una querela da parte niente poco di meno che di Enzo Sculco. In questa terra, purtroppo, elogiare l’operato di Gratteri e mettere in luce dei collegamenti torbidi e poco chiari non ti porta dei riconoscimenti, ma solo merda. Palate di merda. Ma vabbé, com’é che si dice? Life goes on.

Di tutta questa vicenda ancora sul nascere, mi ha piacevolmente stupito una cosa. Nell’uscire di casa, un sacco di gente ha iniziato a salutarmi. A stringermi la mano. Entro nel bar, nel pub, negli uffici, e mi ripetono tutti la stessa cosa: “Sei un grande“. Mi dicono “Bravo“, “Continua così“, “Non fermarti“, “Non fatevi intimidire“. Qualcuno ci scherza su, e mi invita per un caffè “prima dell’arresto“.

Non l’avevo previsto. E sinceramente, questi apprezzamenti non mi piacciono. Non cerco la vanagloria, o l’apprezzamento. Mi interessa esporre i fatti, anche a costo di scontrarmi (metaforicamente parlando) con qualcuno. Certamente, mi fa piacere tutto questo considerarmi in modo positivo, ma so bene che finirà: come insegna Gustave Le Bon, “le masse non hanno mai avuto sete di verità“, e questa battaglia, se così si può chiamare, è destinata a perdersi nel nulla, nelle malelingue, nelle cattiverie del popolino che starà li a chiedersi, dopo avermi elogiato, il perché delle mie azioni. Staranno li, alla frenetica ricerca di un mio ipotetico ed inesistente tornaconto.

Pazienza. Anche in questo caso, me ne farò una ragione.