Il degno epilogo di una brutta storia

I
Il prossimo passo è abbatterlo

Oggi è arrivata una bella, bellissima notizia, proprio in concomitanza del centenario dall Rivoluzione d’Ottobre. Vi ricordate del fattaccio del sacrario di Affile? Ne parlai anche io, ben cinque anni fa. Si tratta di un (brutto) monumento dedicato ad Rodolfo Graziani, inaugurato nell’estate del 2012 nel comune di Affile (RM), appunto. Già all’epoca ci furono numerose polemiche, non solo per il denaro impiegato per realizzare il monumento, ma anche per la figura commemorata: riassumento moltissimo, Graziani fù colui che utilizzò le bombe a gas durante la Campagna d’Etiopia, ed è un personaggio mal visto da buona parte delle destre.

Insomma, un monumento decisamente fascistissimo, oltre che un perfetto esempio di quella famosa “apologia del fascismo” che tanto spesso chiamiamo in ballo senza che centri nulla (come nel caso della Spiaggia di Punta Canna). E non è sfuggito alla Procura di Tivoli, che infatti ha condannato il sindaco di Affile e due assessori rispettivamente ad 8 e 6 mesi di carcere. Una pena ridotta (la stessa procura aveva chiesto due anni per il sindaco ed un anno e sette mesi per i consiglieri) ma pur sempre una pena, per un reato che fin troppo spesso passa in sordina.

Non è chiaro cosa verrà fatto del monumento. Non è stato disposto né il sequestro né la confisca, ma ci si auspica che venga abbattuto. È intollerabile mantenere un monumento dedicato ad un gerarca come Graziani, che non serve a nulla se non ad alimentare il fervore di idee sbagliate. Per quanto riguarda quei tre fessi finiti in carcere, non c’è molto da dire: la pena non è poi così severa, e di certo non servirà a far cambiare la loro posizione. Succede questo, quando non si sigillano bene i tombini. Per usare le parole di Antonio Gramsci: “La storia insegna, ma non ha scolari”.

PS: Se volete approfondire la storia di Graziani e, più in generale, dei vari gerarchi fascisti, vi consiglio di guardare Fascist Legacy.