Quattro chiacchiere col bagnino

Oggi ha fatto molto caldo, e si prevede andrà così per il resto del mese. In fondo è Agosto, e va benissimo così. Ne ho approfittato per fare un tuffo a mare, nell’acqua calda e “unta” tipica delle scogliere dopo una mattinata calda e affollata. Poca gente attorno a me, quasi tutti a pranzare ed a ripararsi dalla controra. Io e qualcun’altro, invece, cercavamo un po’ di fresco nel posto meno appropriato, all’ora meno appropriata.

Avrete sicuramente sentito del progetto “Spiagge Sicure & Mare per Tutti“, avviato dal Comune di Crotone qualche settimana fà e già definito “un successo” dall’Assessore Frisenda. O forse avrete visto una di quelle curiuse torrette dei bagnini, finalmente presenti anche sulle nostre spiagge. Da quest’anno infatti ci saranno ben 10 bagnini a “pattugliare” la costa cittadina, assicurandosi non solo di prevenire eventuali situazioni di pericolo, ma anche di segnalare e richiamare bagnanti poco educati. Una bella iniziativa, che finalmente prende vita anche da noi.

Ed uscendo dall’acqua, lo incrocio questo bagnino: un ragazzo alla sua prima esperienza lavorativa. Lo interrompo mentre raccoglieva con un grosso retino tutte le porcherie lasciate durante la mattinata. Quieto, silenzioso, meccanico, ancora non troppo abbronzato. Me lo immagino già a fine stagione, tutto nero. Ma ha iniziato da poco, e mi spiega:

Sono molto contento di aver trovato un lavoro a Crotone. Non so quando verrò pagato, ma non mi importa. L’importante è fare qualcosa.

Un’atteggiamento positivo, tipico dei giovanissimi e di molti di noi che abbiamo deciso di restare qui. Da un senso alle cose, in fondo. E dopo quattro chiacchiere sulla vita, sulle aspettative e quant’altro, e dopo avergli offerto più volte qualcosa di fresco (ed aver incassato più rifiuti), lo lascio in pace.

E’ stato un attimo. Mentre lui andava via, con il suo retino colmo di plastiche, carte e rifiuti vari, col capo chino e attento a non lasciarsi sfuggire nulla, un’intera famiglia si ritirava, lasciando li due belle buste di rifiuti. Al mio richiamo, è stata la donna a rispondermi:

Embé? Tanto c’è il bagnino.

Eh già. Fino allo scorso anno la scusa era “non ci sono cassonetti“. Ora invece “c’è il bagnino“. In questo caso, una chiara immagine del peso enorme di una grande massa di zotici, cafoni, ignoranti e pezzenti vari, che piegano, e piegheranno, la schiena di quel povero ragazzo. Tutti questi rifiuti, e non mi riferisco solo alle cartacce, pronti a scaricare le proprie responsabilità sull’ultimo arrivato, sul giovane di turno, sul lavoratore in carica. E la prospettiva, davanti ai nostri occhi, di finire piegati e spezzati di fronte a questa logica.

Alla sua prima esperienza, il bagnino è preciso, meccanico, e già da diversi giorni si trova faccia a faccia con la sporca realtà. Il problema però non è questo. Il problema sarebbe, o sarà, quando il bagnino si stufferà di fare il suo preciso e meccanico lavoro. Perché in fondo, l’approssimazione è il difetto non tanto di questa terra, ma della nostra gente.