Questo e altro, per gli amici

Via “Ugo Pugliese che fa cose”

Un vecchio proverbio dice: “Si vò ca l’amicizia sì manténa, nù piàttu và e nù piàttu véna“. Ricorda, insomma, il do ut des dell’amicizia, quello che in passato si costruiva in base a prodotti alimentari e di prima necessità, ricalcando l’ancora più antico concetto del “nà vòta l’unu è ù’ssi résta dijùnu“. E che oggi, invece, si costruisce più che altro con favori e gentilezze, ma anche con pressioni e forzature.

L’amministrazione Pugliese, in appena un anno, ha già ampiamente dimostrato di tenere molto, moltissimo, ai vari amici più o meno intimi di cui si è circondata fin da poco prima dell’insediamento. Così com’é consuetudine da queste parti, specialmente per persone come gli Sculco, gli amici vengono prima di tutto, e per loro si fa questo e altro. Ed è così che numerosi progetti locali sono stati assegnati ad amici di sindaco, assessori e consiglieri (di maggioranza), così come a vecchi volti della politica locale. Con buona pace della libera concorrenza, ma sopratutto delle belle parole dell’allora neosindaco, che pareva deciso a dare un taglio netto con le “cattive pratiche” del passato.

Ma scommetto che queste cose le sappiamo già tutti, vero? Veniamo allora alle recenti polemiche per le “spese pazze” del Comune, sollevate entrambe da Crotone24News. Da una parte c’è il concerto dei Litfiba, per il quale il Comune di Crotone spenderà circa 100.000€. Una polemica sterile: chi si lamenta dei “soldi buttati” si sarebbe lamentato di un’estate “moscia e poco attraente”. Ancor più sterile è la polemica sui costi dei biglietti, dato che da che mondo e mondo i biglietti dei concerti si pagano. Più interessante invece il discorso della location, dato che l’amministrazione ha preso un po’ tutti in giro dicendo che l’evento si sarebbe tenuto allo Stadio Ezio Scida, quando questo non aveva mai dato il permesso.

Dall’altra parte invece abbiamo la polemica per la parcella di 50.000€ da pagare alla Cross Legal Consulting, un’oscura società con sede a Roma (e senza un sito web o altro) che per quattro mesi si occuperà di “supporto ed assistenza in favore del Comune di Crotone nell’ambito dell’avvio dell’attività di bonifica ad opera di Syndial S.p.A. ed attività di negoziazione con ENI S.p.A“. Insomma, il Comune di Crotone, che si è sempre mosso da solo contro ENI, si è reso conto di aver bisogno di una mano, ed ha deciso di affidarsi ad una società esterna.

Fin qui nulla di strano. Se non fosse per il fatto che questa società non solo ha già lavorato su Crotone, occupandosi di diverse questioni spinose (fallimenti di grosse società e cooperative, tra cui l’Aeroporto Sant’Anna, Gestione Servizi, Akros, Casarossa, Poggio Verde e così via), ma anche perché fino a pochi giorni fà era gestita da un crotonese: Salvatore de Luca, detto “Rori”. Un nome che magari non vi dirà nulla, finché non scoprirete che questo signore era candidato come consigliere comunale alle scorse amministrative, niente poco di meno che nella lista Crotone In Rete. La lista di Flora Sculco, a favore ovviamente dell’attuale sindaco.

Pur non essendo entrato in consiglio (prese meno di 100 voti), Rori ha potuto contare sul sostegno degli amici, vedendo confermare questa e quella commessa all’azienda dove ricopriva l’incarico di amministratore delegato, la Cross Legal Consulting, appunto. Insomma, ha avuto da lavorare in questi anni, e sicuramente avrà lavorato egregiamente. Fatto sta che appena una decina di giorni orsono de Luca si è dimesso, ed oggi sappiamo il perché: verrà scelto per ricoprire il ruolo di Assessore all’Urbanistica al Comune di Crotone. Il tutto mentre la Cross Legal Consulting si prepara ad affrontare almeno quattro mesi di lavoro proprio con il Comune di Crotone.

C’è un po’ puzza di conflitto di interessi, oltre che di mero clientelismo. Ma tant’è: bisognerà comunque attendere qualche settimana, e non è detto che de Luca accetti. Ma di fatto, il Comune di Crotone si prepara a scegliere una persona che non solo ha corso a sostegno dell’attuale sindaco, ma che ha anche presieduto un’azienda che ha lavorato e lavora proprio con il Comune. Una scelta per direttissima, quasi inoppugnabile, effettuata, tra l’altro, grazie ad un sotterfugio: la parcella netta è di “soli” 39.000€, perchè se il compenso avesse superato i 40.000€ non si sarebbe potuto procedere ad una assegnazione per direttissima. Si sarebbe dovuta svolgere un’indagine di mercato, e scegliere quella economicamente più vantaggiosa, che magari ci sarebbe costata anche meno. Ma perché fare una cosa del genere, quando hai un amico a disposizione?

La questione degli assessori mancanti al Comune di Crotone andava ormai avanti da ben 13 mesi, e dopo un lungo ed intenso totonomi, oltre alla questione di Bruno Rosaspina, fedelissimo di Via Roma invitato a “mettersi in congedo” per essere poi sostituito (comportamento comune, a Crotone), parrebbe prossima una “sistemazione ufficiale”, senza alcun rimpasto e senza eccessive fratture, nonostante quanto dicano i “saggi” editorialisti crotonesi. Mentre le opposizioni fanno solo ed esclusivamente parole, spesso concentrandosi sui problemi minori e/o inesistenti, l’amministrazione muove la sua complessa macchina e si consolida nell’apparato comunale. Si sistema, si mette comoda, e fa i suoi, di comodi.

Quel che appare ancora più chiaro, è l’incredibile rimonta di Enzo Sculco, già forte di una rinnovata potenza al comune capoluogo, alla provincia ed anche alla regione. Interdetto dai pubblici uffici e recentemente ricascato in un piccolo scandalo, l’ex sindacalista si permette di scegliere candidati per questo e per quell’ufficio, e nonostante qualche sbuffata del sindaco, quest’ultimo, alla fine, subisce le sue decisioni. Dopo aver distrutto il centrosinistra locale (o comunque quel che ne restava) ed essere stato escluso dai dieci anni valloniani,  il demokratico è tornato alla ribalta sotto gli occhi tutti.

Ma come già detto, a far scandalo non è tutto questo assurdo discorso. A far scandalo è il concerto dei Litfiba, con le opposizioni all’attacco che chiedono perché devono pagare il biglietto d’ingresso se il concerto è stato finanziato con soldi “pubblici”. Il tutto, a distanza di pochi giorni da quello che passerà alla storia come il raid del venerdì sera, con le opposizioni e gli editorialisti a difendere abusivi e fuorilegge. Insomma, tutta una serie di cortocircuiti incomprensibili, che dimostrano che il problema non è (solo) la politica.

Gli amici possono essere un tesoro o una croce. Ma in quest’ottica, l’unica croce la porta chi non si china ad un sistema clientelare e macchinoso, condannandosi dunque ad essere escluso a prescindere. Con buona pace delle belle parole e dei buoni propositi.