Tre note su Facebook

Ma chi siete??

Dopo aver creato il mio profilo personale a Gennaio 2016, creato solo per poter aprire la pagina di questo blog, ho iniziato ad utilizzare un po’ di più Facebook solo un anno dopo, da Gennaio 2017. Compii il grosso errore di accettare l’amicizia di una mia cara amica, e da li è stato un delirio: innumerevoli richieste di amicizia mi hanno invaso di notifiche, il tutto in meno di un giorno. Avranno avuto tutti voglia di risentirmi, o era solo un riflesso automatico, dato dalla possibilità di aggiungere un’unità al proprio contatore di amicizie? 😀

A distanza di qualche mese, mi sento di fare qualche considerazione. Non riguardo al blog ed alla sua pagina (la presenza su Facebook, per ora, non ha migliorato in modo significativo il traffico, e come al solito ci sono solo “mi piace” e reazioni, ma poche persone che cliccano/leggono i post), ma riguardo all’uso personale di Facebook, quello che ora anche io, di tanto in tanto, mi trovo a fare, tra una sosta in bagno a scorrere tra le millemila cavolate postate e tra sempre più chat su messenger.

  • Sembrerà uno spot, ma sono riuscito a rimettermi in contatto con una persona che non vedevo/sentivo da più di sei anni. E’ stato un immenso piacere per me ritrovare il suo contatto, e nonostante gli anni passati e la distanza ci siamo sentiti entrambi un po’ più vicini. E’ alquanto strano, a pensarci: siamo passati immediatamente dal non avere un contatto l’uno dell’altro all’essere in contatto quotidianamente. E pur non sentendoci ogni giorno, abbiamo la certezza di quel “numero telefonico immutabile”, che ci permetterà in futuro di non perderci nuovamente. Un sollievo, oltre che una gioia.
  • Viene fuori un’altra dimensione delle persone, specialmente di certi soggetti che conoscete solo per lavoro o superficialmente. Seguendo l’attività sui social di certe persone si ha la possibilità di “conoscerle meglio”, o per lo meno di avere più chiaro il loro pensiero su certi argomenti. Succede così che alcuni rispettabili colleghi si lascino andare ad insulti e pettegolezzi, perdendo la loro aurea immacolata e stoica. Si impiega molto meno tempo per farsi un’idea di qualcuno, ed in un certo senso si conoscono (e riconoscono) molto prima determinati elementi. E va a finire che persone che hai sempre stimato si rivelano essere xenofobe, bigotte, o semplicemente stupide.
  • L’ignoranza. Pultroppo, il più grande merito/demerito dei social network è quello di aver messo in luce l’ignoranza delle persone. Ed io, che ho sempre avuto a che fare con soggetti non proprio scolarizzati, devo ammettere di non avere avuto ben chiaro il quadro fino ad oggi. La quantità di fesserie, balle, puttanate e maleparole che ho trovato in appena un paio di gruppi locali non è minimamente paragonabile ad un’infanzia passata in piazza. Per dirla con il titolo di un film: Idiocracy.

Spesso sento dire che tante cose sono “colpa di Facebook”. Forse l’avrò già detto, ma è meglio ripeterlo: non è colpa di Facebook. Facebook è solo uno strumento, che nella fattispecie riflette i comportamenti dei suoi utenti. Sono gli utenti ad essere razzisti, xenofobi, violenti, sessisti, opportunisti, viscidi e così via. Il social, purtroppo, mette in luce anche questi aspetti, che a quanto pare vanno per la maggiore. Evan Williams, co-founder di Twitter, ha ammesso che forse la vittoria di Trump è stata dovuta anche per via delle ampie condivisioni dei suoi tweet, spesso falsi e infondati. Ha chiesto scusa per questo, ma non ha nessuna colpa: ambasciator non porta pena.

Internet non funziona? I social fanno male? Non credo. Da buon tecnico, sono del parere che nella maggior parte dei casi sono le persone ad utilzzare male gli strumenti di cui dispongono. Facebook? Non fa per me, e mi limito ad un uso minimo (come se fosse una discolpa). Anche perché già da tempo è diventato sempre più necessario per via di questa immensa massa critica che non sa usare altro. La stessa massa critica che spinge in massa puttanate assortite, che condivide gattini e tette, che dimostra la propria indipendenza con l’assuefazione ad unica piattaforma.

L’unica nota positiva è il potenziale contatto con qualcuno che ci interessa. Amici, conoscenti, ragazze, ma anche professionisti e studiosi. Chissà chi ci puoi trovare, su Facebook.