Un professore onesto

Ieri sera eravamo sintonizzati sulle Iene, al momento di un servizio curioso: l’esame barzelletta, di Giarrusso. In pratica, un professore che insegna all’Università Roma Tre, facoltà di Lettere e Filosofie, corso di laurea Dams, certo Giovanni Guanti, consente ai propri studenti di prendere 18 ai propri esami senza dover sostenere l’esame. Ne è nato il solito servizio leggero, da prima serata, volto a far dire al telespettatore “che vergogna/schifo”.

Tralasciando il fatto che ognuno di noi (anche la Iena Giarrusso) ha desiderato, almeno una volta nella vita, di passare un’interrogazione/esame senza vedersi rivolta alcuna domanda, e che molti di noi hanno avuto la fortuna di provare questa esperienza, c’è da rendersi conto che, in questo caso, ci si indigna per una cosa che in fondo sappiamo tutti.

Il professo Guanti è uno dei non troppi professori con un minimo di onestà intellettuale da rendersi conto che la sua materia non può piacere a tutti. Lui ha studiato una vita, ci si è laureato, ed ora la insegna. Ma sa che non tutti ne sono davvero interessati. Il suo ragionamento è semplicissimo: è inutile tenere qualcuno a scaldare il banco, fargli studiare afforza qualcosa tanto per farmela ripetere. Tanto, dopo l’esame, se ne dimenticherà.

Tralasciando il discorso sui lavativi e sul “vedere le anime”, è un discorso decisamente più onesto di chi invece vuol far apparire questa pratica come denigratoria o discriminatoria. E Giarrusso pecca di questa arroganza: paragona pere e mele sul solo presupposto che sono entrambi frutti, senza fare le dovute distinzioni.

Ha ragione il professor Guanti: c’è qualcuno che parla a cazzo. E noi sappiamo che questa è una caratteristicha di molti servizi delle Iene.