Aloofness

Dopo l’elezione di Donald Trump (che in un certo senso mi aspettavo), praticamente tutti i quotidiani, i magazine, i giornali, le riviste e i principali siti web degli USA si sono schierati contro la figura del 45° presidente. Nel mondo dei media, nessuno lo vuole. Tutti i comici, tutti i principali programmi in televisione, tutti gli show più seguiti, si disicono disappointed o upset. Ci sono state anche diverse proteste, in più grandi città. Da questa situazione, possiamo trarre due conclusioni.

Anzitutto, dobbiamo capire che l’idea che noi, in Europa, abbiamo di Trump, è principalmente l’idea che ci è giunta dai media USA. Sono infatti numerosissimi gli articoli provenienti da fonti autorevoli, come il Guardian, in New York Times, l’Economist e così via, tutti molto critici e catastrofisti sull’ipotesi Trump. In questo senso, abbiamo avuto “il peggio”, cioè ci sono arrivate quasi esclusivamente le voci critiche e contrarie, riprese da praticamente tutta la stampa Italiana. Lungi da me il voler difendere la figura di Trump, ma è innegabile che sui media mainstream sia stata diffusa solo una sua raffigurazione negativa.

In secondo luogo, dobbiamo renderci conto che questa idea è generata dal distacco e dall’indifferenza che i media USA riversano sulla “classe media”. I comici in tv, i redattori e gli articolisti del NYT e i lettori più moderati si trovano tutti d’accordo nel parlare di dirty Donald, ma il punto è proprio questo: i media di riferimento, che poi sono le nostre fonti, sono pensati e rivolti ad un pubblico specifico. Certo, è rappresentato da milioni e milioni di persone nelle aree più cosmopolitane degli USA, ma c’è poi tutto il resto del paese, che “all’improvviso” si è dimostrato essere la maggioranza.

Tutto il resto, è un semplice effetto cascata.