Tutti respinti

Con oggi, non c’è in ballo più nessun ricorso verso il referendum costituzionale. Anche il ricorso presentato da Valerio Onida, ex Presidente della Corte Costituzionale è stato rigettato: il quesito referendario è stato scritto bene. Diciamo che non ci voleva un genio per capirlo, ma il fronte del No ha ben pensato di presentare diversi ricorsi solo per attaccare quanto scritto sulla scheda.

Sono state avanzate le ipotesi più fantasiose. Il quesito è stato definito “una truffa”, e stato accusato di “favorire il Si”, di “essere imparziale”, per poi passare all’essere “scritto male”, perché andava “spacchettato”, sennò era “incostituzionale” e così via. Beh, tutte queste accuse sono state smentite. Balle. Tutti i ricorsi sono stati respinti, e dovrebbe seguire una sonora bocciatura anche dei rispettivi proponenti.

La data del referendum dunque non si sposta, resta il 4 Dicembre. Il No continua ad essere in vantaggio, e diversi editoriali (come quello dell’Economist) temono che i voti a favore di Brexit e Trump possano portare ad “andare contro” anche in Italia, finendo per avvantaggiare il No. Il tutto, a pochi giorni dall’analisi che ci dice che 9 Italiani su 10 non hanno capito bene la riforma.

Manca meno di un mese al referendum, e dalla fine della prossima settimana non si potranno pubblicare più sondaggi. Sappiamo che il PD ha aperto alle modifiche, e che buona parte delle accuse mosse vanno via via cadendo. Vedremo se gli Italiani recepiranno questi aggiornamenti, o se continueranno a dire che è “una truffa”.