Un mese al referendum

La somma dei sondaggi (via Wikipedia)

Manca un mese al referendum costituzionale del 4 Dicembre. La data sembra ormai più che certa: l’ipotesi di rinvio a causa del terremoto è stata ufficialmente scartata, e i primi due ricorsi al TAR (quello del M5S e SI e quello del Codacons) sono stati respinti. Resta un solo ricorso, quello presentato da Valerio Onida sullo spacchettamento dei quesiti, per il quale si avrà una risposta definitiva durante la prossima settimana.

Ad un mese esatto dalla votazione, il No continua ad essere in vantaggio. La maggior parte dei sondaggi (9 su 10) danno il No tra il 51% ed il 54%, un’affluenza che oscilla tra il 49% ed il 59%, ed un margine di errore compreso tra i 2 e i 4 punti. Insomma, nonostante sia palese la prevalenza del No diventa sempre più evidente che il gioco si farà solo al momento del voto. Parliamo pur sempre di sondaggi condotti su campioni di al massimo 2000 persone.

Su un campione decisamente più ampio si svolge invece il monitoraggio svolto da TWIG. Ne avevo già parlato, e nel frattempo è stato pubblicato un nuovo report che dimostra come il fronte del no sia in crescita sui social, aumentando sia nel numero di utenti che nel numero di tweet. Un rilevamento molto più accurato, che sebbene non tenga conto di chi sia offline (o fuori dai social, come me) raggiunge un numero di campioni molto più ampio.

Vedremo se i sondaggi c’avevano visto giusto o meno, o se avremo un effetto “brexit” o “cigno nero”, con un divario che si assottiglierà fino ad essere indefinibile per poi favorire lo sfavorito. C’è ancora un mese di tempo, e i giochi sono aperti.