Perché le proposte del M5S non passano mai?

L'iter legislativo in Italia
L’iter legislativo in Italia

Si sta parlando molto del progetto di legge proposto dal M5S che verrà discusso Lunedì 24 Ottobre alla Camera. Riguarda, molto genericamente, la “riduzione degli stipendi dei parlamentari”, ed è un tema molto caro sia ai 5S che agli Italiani. Il progetto complessivo è stato presentato il 7 Maggio 2014, e la discussione è iniziata solo lo scorso 19 Giugno.

Facciamo un po’ i pignoli: il nome del progetto é “Modifiche alla legge 31 ottobre 1965, n. 1261, concernenti il trattamento economico e previdenziale spettante ai membri del Parlamento“, è composto da 5 Proposte di Legge (che proprio ieri, 20 Ottobre, sono state disabbinate su richiesta del M5S) ed è l’Atto della Camera num. 2354. Potete visionare la scheda del progetto, leggere il testo dell’intero progetto o di ciò che verrà discusso Lunedì. E’ probabile che il voto si svolgerà Martedì o Giovedì.

La proposta è ovviamente più che condivisibile, ma molto probabilmente non passerà. E non di certo perché gli altri sono cattivi o sono casta, ma per un mero problema esecutivo nella presentazione dei progetti di legge da parte del M5S. Proporre un proprio lavoro alla Commissione Parlamentare di riferimento non è il primo passo nella “vita” di una legge: prima della presentazione di un PdL, bisogna essere sicuri di avere una sorta di “maggioranza”, o comunque di votanti oltre a quelli del proprio partito. E’ per questo che i partiti, in genere, parlano tra di loro prima di approvare o bocciare una legge: c’è bisogno di collaborazione, di trovare un compromesso che vada bene a tutti. La democrazia funziona così.

Il M5S invece salta questo fondamentale passaggio, sia prima che dopo. A mancare non è la discussione sulla proposta, bensì l’apertura alla modifica del testo. All’interno del parlamento ci sono numerosi esponenti di vari partiti che si troverebbero d’accordo con la proposta dei grillini, eppure la legge viene presentata “in blocco”, della serie: noi l’abbiamo fatta così, o votate come noi o siete casta. Quando invece servirebbe un po’ di apertura anche alle proposte altrui, iniziando dal prendere in considerazione anche delle modifiche ai testi presentati pur di vederli approvati. Non sorprende dunque che anche questa proposta sia arrivata con i soli voti degli esponenti 5S, decisamente insufficienti per sperare in una approvazione.

A questo punto, abbiamo due scenari. Da una parte abbiamo il M5S, che può essere assolutamente consapevole che questo comportamento non porta a nulla, e quindi fa tutto in nome della propaganda (il piddì non ci vota, cattivi), o che in caso contrario spera davvero di fare politica in questo modo. Dall’altro abbiamo il PD, che potrebbe dare corda alle illazioni di Grillo bocciando la proposta, oppure potrebbe fare una pazzia ed approvarla, tramutandola in legge. E, a dire il vero, ci sono anche tutte le minoranze, che potrebbero dare un forte segnale al governo votando a favore della proposta, anche se è uno scenario decisamente improbabile. Mediaticamente parlando, il M5S ne uscirebbe vincitore in tutti i casi.

La proposta, per quanto bella, non è esaltante: una manciata di emendamenti che in sostanza diminuiscono a 5.000€ l’indennità da parlamentare, a 3.500€  la diaria e a 3.690€ le spese per l’esercizio di mandato. Verrebbe abolito l’assegno di fine mandato, ed introdotte nuove regole di trasparenza. In tipico stile grillino, si punta a tagliare tutto pretendendo che tutti gli altri siano d’accordo. Il punto è che i tagli non piacciono a nessuno, specialmente quando sono imposti.

L’unica via che il M5S può percorrere è solo quella della democrazia reale: compromesso per arrivare al punto di poter legiferare. Fino ad allora, produrrà e proporrà solo proposte di legge che vanno bene a loro, e che verranno sistematicamente bocciate dalla Commisione di riferimento o dal Parlamento. E non perché sono tutti contro di loro, ma semplicemente perché non sanno fare quanto devono. E non so quanto sia corretto, il loro stipendio, a questo punto.