Nemo è sulla buona strada

Con stasera siamo alla seconda puntata di Nemo – Nessuno Escluso, il nuovo programma del Mercoledì sera che ha sostituito Virus. Si tratta del secondo nuovo format introdotto, assieme a Politics che ha sostituito Ballaró. Nonostante un esordio non proprio esaltante (la prima puntata raramente è un botto di share), al secondo giro si presenta abbastanza solido, ben strutturato e molto valido.

Al di la delle sterili polemiche che caratterizzano la vita di qualcuno (chi è il conduttore, chi il produttore, chi l’inviato e così via), il programma si giudica nel complesso, per come va. È lo stesso discorso che feci con Politics, perché quando si parla di Rai c’è sempre qualcuno che butta merda a priori.

Il concetto del programma è molto interessante e ben strutturato: l’idea è di dare voce a tutti, partendo da chi ne ha di meno, giocando sugli eccessi. È un programma dedicato sicuramente ad una fascia più giovanile, ma non è un programma per ragazzi, anzi. Di base, c’è l’approciarsi e l’affrontare la realtà per quella che è. Relazionarsi anche con situazioni al di fuori della nostra quotidianità.

Non parliamo di un talk-show, ma di un programma dove ognuno fa un intervento, dove si viene ascoltati, dove si diffonde un concetto, un’idea. Per un certo verso, ricorda molto l’imprinting dei TED. Nel mezzo, servizi dal mondo, riguardanti le più diverse situazioni e condizioni.

Bello lo studio, forse un po troppo ripetitiva la musica. Buoni i conduttori, sopratutto per lo stile libero della “Iena Lucci”, pungente e vero come sempre. Vasto il numero degli interventi, variegato e ricco nel corso di tutta la puntata. Nel complesso, un’idea veramente buona.

Adesso peró, c’é da vedere quanto piacerà questa idea agli spettatori. Le lamentele in rete sono tante (come al solito), ma è ancora troppo presto per dare un giudizio.