La rete delle opposizioni

Una bella differenza (via TWIG)
Una bella differenza (via TWIG)

Mentre quotidiani e trasmissioni si riempiono di nuovi sondaggi settimana dopo settimana, sono in pochi a considerare un aspetto che dovrebbe essere di primaria importanza: l’umore “della rete”. Sono sempre di più gli Italiani che esprimono le loro idee online, specialmente su temi come la politica.

Mentre in rete sono disponibili numerosi sondaggi dove indicare il proprio voto il prossimo 4 Dicembre, mancano quasi totalmente le analisi, sopratutto su larga scala. Solo oggi, ho scoperto i lavori di TWIG, una società che si occupa di data mining, information managing e data visualization. In parole più semplici, si occupano di cercare, controllare e immagazzinare i dati (specialmente via Twitter), per poi renderli comprensibili tramite delle grafiche come quella che vedete.

L’analisi svolta è piuttosto vasta: 105.000 tweet e 19.000 utenti, per due settimane. Ad essere messi sotto controllo sono i due hashtag ufficiali, #bastaunsi e #iovotono, e ne viene fuori un dato impietoso: il No è in netto vantaggio, con il 64,8%. Ad essere poi particolarmente interessanti sono i tweet annessi, ossia ciò che è scritto nel messaggio contenente l’hashtag. chi spinge per il No parla particolarmente di Renzi e delle sue dimissioni, mentre chi spinge per il Si parla di cambiamento e di futuro. Si conferma quello che si dice da tempo, e cioè che il referendum è (purtroppo) inteso come un voto politico. Con buona pace delle riforme.

Non è errato pensare che l’opposizione viaggi in rete. In fondo è proprio uno dei capisaldi di internet, ed è pienamente rispettato, da sempre. In linea di massima, è successa la stessa cosa anche col il referendum del 17 Aprile, per il quale abbiamo un’altra analisi, che conferma che la maggior parte del “popolo del web” è solita andare contro. Ovviamente, è difficile tenere conto di tutte le varianti (chi non si espone, gli astenuti, quelli che dicono una cosa ma poi ne fanno un’altra), ma il rapporto numerico è netto, ed è un dato di cui tenere conto.

Come non bisogna mai dimenticare l’adagio: piazze piene, urne vuote. Solo che in questo caso il quorum non c’è.