Perdersi in un bicchier d’acqua

Vescovatello Alto (da Il Crotonese)
Vescovatello Alto (da Il Crotonese)

Ci risiamo. Checché ne dica qualcuno, gli esponenti del M5S locale continuano in un vero e proprio bombardamento di comunicati stampa, almeno 5 dall’inizio del mese. Questa mattina ne è stato pubblicato un altro, sul quale è doveroso fare un po’ di chiarezza.

La questione “Acqua Pubblica – Sorical – Soakro” è spesso conosciuta a grandi linee dalla popolazione, ma poco approfondita. Nel comunicato stampa di oggi si vedono tutti gli errori del caso, dovuti o ad una carenza di informazioni sull’argomento o ad una informazione volutamente faziosa. Troviamo infatti tutti i cliché:… il fallimento di Soakro, che non é riuscita a saldare il conto a Sorical …“, “la Congesi recupererà quanto dovuto e salderà il debito. Ma chi pagherà? I cittadini …“, “le tariffe applicate da Sorical sono state dichiarate illegittime dal TAR. Qualcuno se n’è dimenticato?“, “… abbiamo già deciso che l’acqua venga gestita dal pubblico, senza alcuna ingerenza del privato …“, e così via.

Purtroppo però, la situazione non centra nulla con quanto affermano i due consiglieri. E le loro affermazioni sono piuttosto borderline, e più che rispettare la realtà rispettano solo la loro linea di “attacco”, e poco altro. Vediamo dunque nel dettaglio dove sono gli errori e cosa è successo davvero (e dove ci sono delle criticità che, probabilmente, in molti disconoscono).

Perché la SoRiCal riduce l’acqua? E’ una questione piuttosto semplice, e centra molto poco con l’idea di “privato cattivo” che molti vanno dicendo: l’acqua viene ridotta ai comuni morosi. E’ vero, detta così sembra una cattiveria (e ridurre l’acqua in fondo è una cattiveria), ma dietro ci sono tutta una serie di ragioni che, legalmente, giustificano la società ad effettuare le sue periodiche e fastidiose riduzioni idriche. La SoRiCal, che è una società a partecipazione pubblica (dove la maggioranza è rappresentata proprio dal pubblico, la Regione Calabria, e che quindi non è privata), ha degli oneri economici come qualunque altra società. Spiega piuttosto bene il perché si trovano “costretti” ad effettuare la riduzione, ed anche le loro modalità operative, e forniscono anche un calendario delle prossime riduzioni idriche (consultandolo prima, si eviterebbero queste “sorprese” e questi clamori). Nessuno dice che sia un comportamento giusto, ma è un comportamento legittimo: l’acqua non si può staccare completamente, ma si può ridurre.

A cosa è dovuta la riduzione dell’11 Ottobre scorso? Come ben specificato in un altro comunicato stampa, la riduzione era dovuta alla mancata riscossione dei pagamenti dell’acqua del “secondo e terzo trimestre 2016” nei comuni gestiti da Congesi, la nuova società subentrata (ancora non completamente) a Soakro. Questo vuol dire che da Aprile a Settembre la fornitura d’acqua non è stata pagata, e non per colpa dei cittadini, ma perché “manca” proprio la società addetta a spedire le bollette e a incassare. Ma non gioite: verso fine Settembre hanno iniziato l’invio delle bollette, e presto ce le ritroveremo nella posta (e sarà una bella spesa). Per cui, le motivaziono portate dai due consiglieri centrano ben poco. In realtà, parliamo del mancato pagamento a Sorical di circa 6 mesi di fornitura, avvenuta tra Aprile e Settembre 2016, non di debiti pregressi. In questo caso, è ovvio (e giusto) che a pagare siano i cittadini, dato che parliamo delle loro bollette.

Ma le tariffe di SoRiCal sono illegittime? No. Le tariffe di Sorical sono a norma. Quanto dicono i consiglieri è riferito ad un arco di tempo ben perciso: la SoRiCal ha apportato una modifica illegittima alle tariffe dell’acqua nel biennio 2010-2011. Come confermato dal TAR (a seguito della denuncia del comune di Borgia contro il Decreto Dirigenziale 6348 del 24.04.13), in quel periodo la Regione ha approvato una variazione delle tariffe senza averne le competenze. Il rapporto tra SoRiCal e TAR è molto tormentato, e questa è solo la condanna più recente, dato che il responso definitivo è arrivato lo scorso Marzo. La stessa Sorical ha dichiarato di aver adeguato le tariffe, e che già da prima della sentenza è tutto a norma. Col Decreto 567/2015 avviene infatti la “Approvazione della proposta tariffaria per le annualità 2012, 2013, 2014 e 2015 e dei conguagli 2010 e 2011 del gestore So.Ri.Cal S.p.A., ai sensi delle delibere tariffarie dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico.“, dove non solo viene stabilito il nuovo piano tariffario per gli anni a venire, ma anche il conguaglio per i soldi in più spesi dai vari gestori. Se volete più dettagli su come è avvenuto il conguaglio e sulle cifre, potete godervi gli allegati.

A tal proposito, è bene mettere in luce una cosa. A proposito del Decreto 567/2015 (o Dec. Dir. 1642 del 29.12.14), la stessa SoRiCal afferma (a pag. 20) che:

Essendo trascorsi oltre 360 giorni dall’invio della documentazione tariffaria senza aver ricevuto riscontri ufficiali dall’Autorità, si può ritenere assolutamente valido quanto contenuto al co.4 dell’art. 4 dell’Allegato A alla delibera 643/2013/R/idr “Approvazione del metodo tariffario idrico e delle disposizioni di completamento” in merito al “silenzio-assenso” sono da considerarsi approvate definitivamente le proposte tariffarie della Regione Calabria relative al periodo 2010-2015.

In altre parole, vuol dire che l’OK dell’Autorità in realtà non c’è stato, e che pertanto loro, dopo oltre 360 giorni di attesa, ritengono di valutare la mancanza di una risposta come “silenzio-assenso”. Questo potrebbe costituire un’illecito, e non sembra che nessuno abbia controllato o fatto controllare. Se venisse fuori una realtà diversa, potrebbe concretizzarsi una nuova bocciatura della società. Non sarebbe un’assurdità, dato che gli illeciti vengono fuori sempre dopo, a distanza anche di anni.

Ma come sono queste tariffe? Sono buone? Sono care? Beh, indubbiamente le tariffe sono aumentate nel corso degli anni. Tuttavia, possiamo dire che con la chiusura del bilancio 2015 (dove l’indebitamento della società è sceso da 373 a 229 milioni di euro), la SoRiCal ha annunciato il primo ribasso delle tariffe, del 10%. Per dare un’idea, ecco una semplice tabella indidicativa delle tariffe degli ultimi 6 anni (indicativa perché le tariffe sono decise a trimestre, quindi ogni anno ha 4 tariffe, generalmente uguali o molto simili).

€ x m3 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016
Gravità: 0,1976€ 0,2006€ 0,2009€ 0,2009€ 0,2371€ 0,2466€ 0.2219
 Sollevata: 0,3294€ 0,3343€ 0,3349€ 0,3343€  0,3953€ 0,4110€ 0.3699

Parliamo dunque di un costo basso, nonostante il rialzo, sicuramente sotto la media nazionale. Stando alla relazione annuale di FederConsumatori, c’è un grande divario tra le tariffe in tutto il paese, e nel Sud in media le tariffe sono più basse che nel resto d’Italia, così come confermato anche dal Sole 24 Ore.

La Soakro è fallita per i debiti con la Sorical? Ni. La questione Soakro è molto complicata, ed è fatta principalmente di sprechi, inefficenze e incapacità amministrative. Al momento del fallimento, la società aveva accumulato circa 40 milioni di debiti, di cui 35 destinati alla sola SoRiCal. Il problema di fondo della Soakro era che non incassava abbastanza da coprire le spese, e quello che incassava veniva speso male (malissimo). Questo ha fatto si che, tra piccoli acconti e ingiunzioni, l’erogazione dell’acqua sia andata avanti a singhiozzi, ma di fatto la società locale non ha mai effettivamente pagato quella regionale. La principale causa del fallimento della Soakro, dunque, è stata l’incapacità dei vertici e dei dirigenti che ha causato i debiti con la Sorical, e non la Sorical che ha “strozzato” la Soakro. Chi li metterà questi 35 milioni? Ancora non si è ben capito, ma dovrebbero intervenire la Congesi, il Comune e la Regione per ammortizzare il danno.

E’ vero, abbiamo deciso che l’acqua deve essere pubblica. Io stesso votai per l’acqua pubblica. Tuttavia, distribuire l’acqua ha un costo, indipendentemente dalla gestione privata o pubblica. Il costo della distribuzione dell’acqua non dipende solo dai lavori alle reti idriche (i tubi), ma anche dai macchinari di sollevamento, dagli stipendi dei dipendenti, dagli investimenti che si vogliono/devono fare. Ed una parte del costo ricade anche sui cittadini, come è giusto che sia. Bisogna lasciare da parte le utopie e i sogni, perché la gestione pubblica, “come una volta” direbbe qualcuno, è una gran rogna. E’ stata proprio la necessità di mantenere una gestione pubblica a creare queste società ibride come la Sorical, la Soakro o la nuova Congesi: sono tutte a maggioranza pubblica, quindi rispettano perfettamente quanto votato col referendum. Purtroppo però, come le società private, anche il pubblico può funzionare male (o peggio).

Ci troviamo di nuovo di fronte ad un comunicato stampa scarno, sensazionalistico e privo di ogni dato o riferimento reale (come quel volantino). E ribadisco: per comprendere la città e i suoi problemi, bisogna basarsi sulla realtà, non su come la si immagina. I consiglieri del M5S hanno comunque detto che porteranno la discussione in commissione, il che è solo un bene: magari potremo sapere qualcosa in più sulla Congesi, sulle sue tariffe, su come/quando arriveranno queste bollette e su come/dove potremo andare a pagarle, ma sopratutto sulla gestione dei debiti Soakro.