Renzi perde il suo primo confronto tv

Questa sera a Politics hanno partecipato (per far riprendere un po’ di share alla trasmissione 😀 ) Matteo Renzi, Bianca Berlinguer, Claudio Cerasa e Stefano Feltri. Il PdC è stato “interrogato” dai tre giornalisti, con il povero conduttore relegato al ruolo di arbitro sempre pronto a dover alzare la voce. Di fatto, Politics si continua a distaccare sempre di più dal suo concept originale, e poco ci manca per classificarlo come un qualunque altro talk show.

La puntata è stata molto movimentata. Molte domande, poche risposte. Per la prima volta, Renzi è uscito sconfitto dal confronto televisivo, sia per quanto riguarda il referendum costituzionale (ormai ripete le stesse frasi, gli stessi slogan, le stesse cose, quasi a comando) sia per quanto riguarda le altre questioni. Molto elusivo nel rispondere, e molto lento, il PdC ha provato (compulsivamente) a riportare ogni domanda a suo favore, girandola a “cosa abbiamo fatto”. Un atteggiamento che conosciamo bene, e che non ha salvaguardato la figura di Renzi, che è scappato dalle domande tergiversando su tutto.

Pochi, purtroppo, gli interventi dei giornalisti, meno di 4/5 domande a testa. Purtroppo poi ci si perde nel mare di parole. Molto mirate le domande della Berlinguer, precise quelle di Cerasa, pungenti quelle di Feltri. Il tutto però si è risolto in un clima di finta cordialità, molto evasivo, poco concreto. Più battute che risposte. Qualche novità, qualche anticipazione sulle legge di bilancio, qualche “nuova assunzione” annunciata. Ma poco altro.

Ormai abbiamo inquadrato la figura e la posizione di Renzi: ha i suoi modi, il suo stile nel promuovere il Si, e si dimostra (troppo) sicuro di se, risultando spesso fastidioso agli occhi di lo guarda con più superficialità. Purtroppo però, la sua elusione delle domande non giova a nessuno. Negare che ci sia una spaccatura nel PD e tra gli Italiani, sopratutto sul referendum, non serve a nulla. Come non serve spostare il discorso su qualunque altro tema.

Ma… ricordiamolo: questo è un fattore personale, che riguarda la figura del PdC, e non il referendum in se.