Le stime del Fondo Monetario Internazionale

Il grafico del Guardian
Il grafico del Guardian con i dati IMF

Martedì 4 Ottobre il Guardian ha pubblicato un articolo per commentare i nuovi dati pubblicati del Fondo Monetario Internazionale nel suo World Economic Outlook. Più volte all’anno l’IMF pubblica dei report sulle previsioni delle economie di vari paesi del mondo, report considerati molto affidabili ma pur sempre previsioni, che di fatto vengono aggiornate più volte all’anno. L’aggiornamento di Ottobre è particolarmente interessante, per due motivi.

Il primo ci riguarda direttamente, perché l’IMF sembrerebbe dar ragione ai timori di Bankitalia e dar torto a Renzi: nel 2016 viene confermata la crescita dello 0.8%, mentre per il 2017 è prevista una crescita dello 0.9%. Renzi ha invece preventivato una crescita dell’1%: è una differenza relativamente di poco conto, ma che ha un grande peso politico. Lo stesso Renzi ha però lanciato la sfida, dicendo: “L’anno prossimo vedremo chi si sbagliava“. Per ora non ci resta che aspettare.

Il secondo motivo invece è quello che interessa principalmente il Guardian, e riguarda la brusca decrescita economica prevista per il Regno Unito. Mentre nel 2016 rimane il paese con la più alta crescita di tutta l’Eurozona, arrivando addirittura a 1.8%, per il 2017 è prevista una brutta calata ad 1.1%: una perdita di ben 0.7%. Se questa previsione fosse vera, significherebbe una grandissima perdita per il Regno Unito, e creerebbe una situazione paradossale: l’Italia sarebbe l’unico paese a crescere, seppur di pochissimo, nel 2017.

Mentre questa previsione non ha praticamente avuto seguito in Italia, i giornali britannici gli hanno dedicato diversi articoli, e la notizia ha avuto diversi commenti da parte della classe politica. Mentre c’è chi è pronto a giurare che le previsioni sono troppo pessimistiche, il Guardian continua il suo monitoraggio speciale con numerosi live giorno per giorno, tra cui quello sui timori di recessione da parte del settore dei servizi. Nel frattempo, i comunicati da parte del governo diventano sempre un po’ più “stringenti”, come quello di Amber Rudd, la Ministra degli Interni, che ha proposto di far creare alle varie aziende delle liste di tutti i lavoratori stranieri assunti, e, sulla falsa scia del recente referendum in Ticino, di obbligare, in qualche modo, ad assumere e formare lavoratori “britannici” per primi. Una proposta che non ha visto particolare ostruzione all’interno del partito conservatore.

Aspettiamo Marzo.