Due battaglie perse

Oggi sono uscite due notizie particolari. La prima ci dice che il M5S ha presentato un’esposto in procura contro Renzi per le sue affermazioni sul Ponte sullo Stretto: avrebbe “manipolato il mercato”, aumentando volutamente il valore della ditta Salini-Impregilo. La seconda ci dice che sempre il M5S ha presentato un ricorso al TAR del Lazio contro il quesito del referendum costituzionale del 4 Dicembre prossimo: il testo non spiegherebbe quali norme cambia, e viene definito “quesito truffa”.

Voglio fare una piccola previsione: tutte e due le iniziative si realizzeranno in un nulla di fatto. La prima perché la tesi dell’accusa ha un non so che di “complottistico”, che più verosimilmente si può definire malafede. La seconda perché il quesito del referendum è conforme all’articolo 16 della Legge n. 352 del 1970, a differenza di quanto sostiene (purtroppo) Vito Crimi.

Nello specifico, l’articolo dice:

Il quesito da sottoporre a referendum consiste nella formula seguente: «Approvato il testo della legge di revisione dell’articolo … (o degli articoli …) della Costituzione, concernente … (o concernenti …), approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero … del … ?»; ovvero: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero del … ?».

Ed il quesito sulla scheda referendaria sarà:

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

C’è anche un’altra curiosità, che riguarda proprio la Legge n. 352 del 1970, ma all’articolo 15, poco sopra. Questo infatti ci spiega, al secondo paragrafo, che: “La data del referendum è fissata in una domenica compresa tra il 50° e il 70° giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione.“. Questa curiosità è importante, perché tutte le opposizioni (in primis il M5S) hanno sempre dichiarato che Renzi non volesse rendere nota la data del referendum, e che dunque prendesse in giro gli Italiani.

Non trovate quanto meno ridicolo che ci si appelli ad una legge che fino a poco tempo si è sempre omessa, volutamente? Io si. Perché si è sempre fatto finta di non conoscerla. Ora, all’improvviso (o a convenienza) questa legge la conoscono talmente bene da fare un ricorso al TAR. Ricorso inconsistente, che verrà quasi sicuramente rigettato, dimostrando non solo l’incapacità e l’incompetenza del M5S (per l’ennesima volta), ma anche la loro terribile malafede.

Sarebbe interessante sapere chi paga le procedure, e chi pagherà al momento della sconfitta.

Aggiornamento: su alcuni siti di news è riportato che il ricordo al TAR è stato presentato dal Movimento 5 Stelle e da Sinistra Italiana.