Polemics

Siamo arrivati, con stasera, alla quarta puntata del nuovo programma politico del martedì sera, Politics – Tutto è politica, approdato su Rai3 il 6 Settembre scorso. Un mese è ancora veramente poco per tirare due somme, ma è abbastanza tempo per poter dare un primo giudizio sull’asset del programma, che verosimilmente resterà tale e quale fino alla fine della stagione (che speriamo avverrà per fine naturale). Giudizio purtroppo negativo.

Il programma, và detto, è partito con il piede sbagliato. Le critiche sono piovute sia dalla sua annunciazione, per il semplice fatto che “sostituiva Ballarò” (con tutte le polemiche del caso), e sono proseguite anche per la scelta del conduttore, Gianluca Semprini, giornalista di Sky TG24 diventato noto ai più per aver condotto il dibattito tra Giacchetti e la Raggi. Ma a noi queste polemiche non ci interessano, a noi interessa il contenuto del programma in sé.

Dalla pubblicità era partito bene: “A domande precise, risposte precise“, e l’invitato chiacchierone in sedia veniva preso e portato via se ci girava troppo intorno. Purtroppo, fin dalla prima puntata abbiamo potuto appurare che non è stato così, e continua a non essere così. Semprini è spesso chiuso, schiacciato dai botta e risposta degli invitati di turno, e si ritrova a dover cambiare rapidamente temi e argomenti pur di rispettare la scaletta. E’ vero, ci colpano gli invitati che sono quasi sempre dei maleducati, ma questo riduce il tutto al solito circo che non porta da nessuna parte.

Il risultato quindi è un programma visivamente pulito, nuovo, ma identico ad ogni suo predecessore. Come vedere un vecchio vestito come un giovane. Come se non bastasse, i dati dello share non fanno esultare: la prima puntata era arrivata oltre il 5%, ma sta gradualmente andando a scendere. Colpa del format o della scarsa attenzione verso i programmi di politica in generale? Entrambi, probabilmente. Certo è che Floris, con diMartedì su La7, si è mantenuto la sua fetta di pubblico, che non ci pensò molto ad abbandonare lo stesso Ballarò al cambio di conduttore, decretando la fine del format.

Politics dunque sembra essere sulla stessa scia dell’ultimo Ballarò, il che non lascia presagire nulla di buono. E’ ancora presto per dire che di Politics vedremo una sola stagione, ma è certo che senza nessun cambiamento, senza nessun imprinting particolare, Politics è destinato a finire molto presto. Basterebbe mantenere quanto detto in pubblicità, e creare un programma dal conduttore “forte”, per ottenere molto.

Anche se l’ultima parola l’avrà sempre il pubblico, al quale si sa, piace la caciara,