La questione delle olimpiadi in Calabria

Appena due giorni fà, il neosindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, è uscito fuori con una stravagante proposta: ha infatto detto che, nel caso Roma rifiuti di concorrere alle Olimpiadi del 2024, bisognerebbe proporre l’area della Magna Grecia. E’ un’idea piuttosto ambiziosa: coinvolgere l’intero meridione, e suddividere le discipline olimpiche in più luoghi.

Sibari e la sua immensa area diventerebbero villaggio olimpico, sede delle competizioni di nuoto, tuffi, pallanuoto, lotta greco-romana, tennis, boxe. L’atletica potrebbe svolgersi in Sicilia. Canoa, canottaggio, sport di squadra a Napoli, il resto in Puglia e Basilicata.

Il sindaco tiene particolarmente alle zone Cosentine (giustamente), escludendo praticamente la maggior parte della regione. L’intento è quello di portare infrastrutture e innovazione, e come al solito ci si lancia in improbabili scenari.

Si tratterebbe della vera rivoluzione per il Sud, con investimenti molto importanti sui trasporti e le infrastrutture, che significherebbero linee ferroviarie veloci fino a Palermo, Catania e Agrigento. Una nuova strada statale 106, quella che va da Taranto a Reggio Calabria, linee regionali rimesse in funzione e almeno ventimila posti letto turistici in più. Significherebbe mettere in rete i porti di Taranto e Gioia Tauro con Napoli e ciò aiuterebbe a riportare la rotta merci mondiale nel Mediterraneo italiano. L’indotto comporterebbe la realizzazione del ponte sullo Stretto con un project financing potenzialmente a costo zero.

Un mare di favole, ovviamente, che non si risparmiano un revival del Ponte sullo Stretto, che ormai viene tirato in ballo una volta si e una no. Nonostante una parte della popolazione trovi ridicola la posizione del sindaco, oggi è arrivato anche l’appoggio di Donatella Romeo, segretaria generale della Camera di Commercio di Crotone, che rilancia: se Roma rinuncia, proporre Sibari e Crotone, con Napoli come sede principale. E se per il 2024 non ci si riesce, pensare al 2028.

L’intento, spiegato meglio dalla Romeo, è quello di “forzare” gli investimenti (che in alcuni casi, come per la SS106, ci sono già ma impiegano anni per essere erogati) e di vedere dei risultati in tempi certi. Il che è nobile, ma c’è da chiedersi: serve davvero interpellare il comitato olimpico?

Per farsi un idea, le città candidate per il 2024 sono: Parigi, Budapest e Roma, che potrebbe rivedere la sua candidatura e ritirarsi, come hanno fatto Boston, Amburgo e Madrid. Candidarsi, in un certo senso, non costa nulla, ma bisogna essere realisti, ed evitare proposte generate dalla fretta e dalla sopravalutazione di quello che si ha.