Il Referendum Costituzionale, nel dettaglio

Agosto è agli sgoccioli, e si avvicina l’avvenimento politico nazionale più importante dell’anno, la Riforma Costituzionale Renzi-Boschi, semplificata  come Referendum di Ottobre, il cui vero nome, tecnicamente, sarebbe “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.

In Italia si sta facendo molto casino in merito a questo referendum. Molte parole, come al solito, ma pochissima informazione. Ci troviamo infatti nella classica situazione in cui spuntano comitati per il Si e per il No che, semplicemente, si smentiscono a vicenda, senza dati, verifiche o altro. Esattamente come accaduto per il referendum del 17 Aprile scorso, erroneamente detto “Referendum Trivelle”. I giornali e i media ovviamente si limitano (per ora) a riprendere le notizie, ma il dato peggiore si registra sul web: escludendo volutamente il bordello che si può trovare sui vari social network, sono quasi inesistenti i blog, i forum o le community che stanno creando un dibattito serio in merito al referendum. Sono veramente pochissimi. Come al solito ci si limita a copiare, ed è palese anche dai risultati di una semplice ricerca: centinaia di articoli che parlano di “ragioni del Si e del No”, copiati e riadattati qua e la. Insomma, non c’è dibattito, ma solo prese di posizione.

Per questo motivo, penso sia necessario riassumere tutte le modifiche proposte, non tanto per “indottrinarvi” su cosa votare (o su fantomatici pro o contro), ma semplicemente per informarvi di tutti i cambiamenti proposti, non solo quelli più importanti. La riforma infatti prevede la modifica di ben 47 articoli, e consultarli dalla Gazzetta Ufficiale non è proprio una semplice lettura domenicale.

Preparatevi qualcosa da bere 😉

Prima di cominciare, un po’ di cose. Questo sarà il terzo referendum costituzionale della nostra storia, e, per certi aspetti, annullerà alcune modifiche introdotte nel precedente referendum del 2001. Volendo riassumerlo, potremmo dire che il referendum è pensato per dare più autonomia allo Stato, in particolare alla Camera dei Deputati, e meno competenze specifiche alle Regioni. Si completa poi l’iter per l’abolizione delle Province e del CNEL, e diremmo addio anche al bicameralismo perfetto, senza però perdere il Senato. A seguito, trovate tutti gli articoli che verranno modificati, con collegamento all’attuale articolo (in modo da poter fare il paragone voi stessi) e una piccola spiegazione su come cambierà, senza alcun carattere personale.

Spero di essere stato abbastanza chiaro e poco tortuoso. Buona lettura!


Art. 48, Modifica: vengono sostituite le parole “delle Camere” con “della Camera dei Deputati”.


Art. 55, Funzioni delle Camere: viene sostituito il precedente articolo, e si definiscono le nuove funzioni di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica: la prima è un organo politico, legislativo e di controllo del governo, la seconda invece è una rappresentanza delle istituzioni territoriali, che funge da tramite e da controllo. Viene inoltre introdotto il “principio di equilibrio nella rappresentanza”, ossia una sorta di parità di genere applicata anche alle Camere.


Art. 57, Composizione ed elezione del Senato della Repubblica: viene sostituito il precedente articolo, e si stabilisce che il Senato dovrà essere composto da 100 senatori, di cui 95 rappresentativi delle istituzioni territoriali (sindaci, consiglieri ecc) e 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Ogni Regione avrà almeno 2 rappresentanti in Senato, e il numero aumenta in base alla popolazione (la Calabria ne avrà 3). Viene inoltre specificato che la durata del mandato dei senatori è vincolata da quella del suo incarico: quando un sindaco finisce il suo mandato da primo cittadino, finisce anche la sua esperienza da senatore.


Art. 58, Abrogato: viene completamente abrogato l’articolo che definiva i Senatori come eletti a suffraggio universale da tutti gli elettori di almeno 25 anni di età.


Art. 59, Modifica: viene sostituito il secondo comma dell’articolo, e viene specificato che i senatori nominati dal Presidente della Repubblica hanno un mandato di 7 anni, e non possono essere nominati una seconda volta.


Art. 60, Durata della Camera dei Deputati: viene sostituito il precedente articolo, e viene stabilito che la Camera dei Deputati è eletta per 5 anni, prorogabili solo a seguito di leggi speciali o di guerra.


Art. 61, Modifica: viene sostituito il precedente articolo, e si stabilisce che l’elezione della nuova Camera dei Deputati deve avvenire entro 70 giorni la cessazione della precedente. La prima riunione della Camera deve avvenire entro 20 giorni l’inizio dell’attività. Finchè non si avrà la nuova Camera, continuerà ad operare la precedente.


Art. 62, Abrogazione: viene abrogato il terzo comma, che prevedeva che, in caso di una riunione straordinaria di una Camera, venisse convocata anche l’altra.


Art. 63, Aggiunta: viene inserito un comma che introduce la possibilità di limitare l’elezione o la nomina di un Senatore per via del suo ruolo all’interno di organi locali e territoriali. Ricopre una carica importante? Non è in grado di fare entrambe le cose? Si può limitare la sua attività, o addirittura sostituirlo.


Art. 64, Modifiche: viene aggiunto un comma che garantisce i diritti delle minoranze parlamentari e che le regola tramite lo statuto delle opposizioni; viene sostituito il quarto comma, introducendo il diritto/obbligo di assistere alle sedute delle Camere; viene aggiunto un comma che sancisce il dovere di partecipare alle sedute dell’assemblea e ai lavori delle commissioni.


Art. 66, Titoli di ammissione dei componenti del Senato della Repubblica: viene aggiunto un comma che specifica che il Senato prende atto della decadenza di un Senatore a seguito della fine della sua carica locale. Non sei più sindaco? Non sei più senatore.


Art. 67, Vincolo di Mandato: viene sostituito l’articolo, e si specifica che i membri del Parlamento esercitano senza alcun vincolo di mandato.


Art. 69, Indennità Parlamentare: la parola “del Parlamento” viene modificata in “della Camera dei Deputati”, escludendo dunque il Senato.


Art. 70, Procedimento Legislativo: viene sostituito il precedente articolo. Si stabilisce quali attività legislative interessano anche il Senato (le attività locali, regionali e territoriali), e si sancisce che tutte le attività non elencate saranno di competenza esclusiva della Camera dei Deputati. Viene definito che il Senato ha 10 giorni per esaminare il testo, e 30 giorni per chiedere una modifica. Scaduti i termini, la legge viene promulgata. Vengono poi definite ulteriori competenze specifiche, oltre che la possibilità del Senato di svolgere un ruolo da osservatore e di controllo.


Art. 71, Iniziativa Legislativa: viene aggiunto un comma che stabilisce che il Senato, avendo la maggioranza assoluta, può richiedere alla Camera di procedere all’esame di un disegno di legge, un ulteriore controllo prima che questa venga approvata; viene sostituita la parola “50.000” con “150.000”, in riferimento al numero delle firme necessarie per le leggi di iniziativa popolare; viene aggiunto un comma che stabilisce l’introduzione dei referendum propositivi e d’indirizzo.


Art, 72, Modifica: viene sostituito il precedente articolo. Si stabilisce che la Camera approverà ogni testo articolo per articolo, tranne che in momenti di dichiarata urgenza. Viene stabilito che la Camera può delegare l’esame e l’approvazione dei testi a delle commissioni specifiche, a patto che rispecchino la proporzione dei gruppi parlamentari. Vengono ricordate le competenze della Camera e del Senato. Il Governo potrà richiedere la delibera rapida dei testi considerati essenziali per il governo: la Camerà dovrà deliberarli entro 5 giorni dalla richiesta del Governo, ed avrà 70 giorni di tempo per promulgarli.


Art, 73, Modifica: viene sostituito il primo comma, e si stabilisce che il Presidente della Repubblica promulga le leggi entro un mese dalla loro approvazione. Entro 10 giorni si potrà sottoporre la legge all’esame della Corte Costituzionale per verificarne, appunto, la costituzionalità: servono 1/4 dei componenti della Camera o 1/3 dei componenti del Senato. La Corte avrà 30 giorni di tempo per esprimersi.


Art. 74, Modifica: viene sostituito il pecedente articolo, e si stabilisce che il Presidente della Repubblica può chiedere alle Camere una nuova delibera prima di promulgare la legge. Potrà farlo una sola volta, dopo la quale la legge andrà promulgata.


Art. 75, Modifica: viene sostituito il precedente articolo, e viene introdotta la possibilità di effettuare un referendum per abrogare una legge attiva. Si potranno modificare tutte le leggi in corso, escluse quelle riferite ai bilanci e ai tributi, all’amnistia, all’indulto e inerenti ai trattati internazionali. Questi referendum devono essere richiesti da almeno 500.000 elettori, o da 5 Consigli Regionali.


Art. 77, Disposizioni in materia di decretazione d’urgenza: vengono apportate diverse modifiche. Viene dato maggiore controllo alla Camera dei Deputati, che “anche quando la funzione legislativa è esercitata collettivamente” si vedrà nella maggior parte dei casi l’unica interpellata. Avrà l’obbligo di riunirsi anche se sciolta. Il Governo non potrà operare con provvedimenti provvisori in materia di elezioni (organizzazione e svolgimento), reiterazione di testi non convertiti in legge e ripristinare leggi o atti dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale.  Il Senato ha 10 giorni per proporre una modifica e 30 giorni per approvare i decreti, che verranno applicati nell’immediato. I decreti saranno riconoscibili e indistinguibili in base al titolo, e nel corso dell’esame del disegno di legge non potranno essere aggiunti elementi esterni all’oggetto e/o alla finalità del decreto stesso.


Art. 78, Deliberazione dello Stato di Guerra: viene sostituito il precedente articolo, e viene stabilito che la Camera dei Deputati deve approvare lo stato di guerra con maggioranza assoluta, conferendo al Governo tutti i poteri del caso.


Art. 79, Leggi di Amnistia e Indulto: le parole “di ciascuna Camera” vengono sostituite con “della Camera dei Deputati”, escludendo dunque il Senato.


Art. 80, Autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali: viene specificato che il compito di autorizzazione dei trattati non spetta più “alle Camere”, bensì “alla Camera dei Deputati”. Il Senato resta tuttavia indispensabile per la ratificazione dei trattati inerenti all’Unione Europea.


Art. 81, Modifiche: vengono apportate diverse correzioni. Tutte le diciture con riferimento al Senato vengono portate al singolare, riferite solo alla Camera.


Art. 82, Inchieste Parlamentari: viene sostituito il precedente articolo. La Camera potrà avviare delle inchieste parlamentari su argomenti di pubblico interesse nazionale, mentre il Senato potrà avviarle quando queste siano riferite ad argomenti di pubblico interesse locale e territoriale. Non vengono stanziati fondi per la SS106? Il Senato avvia un’inchiesta. non vengono stanziati fondi per più Strade Statali in diverse Regioni? La Camera avvia un’inchiesta.


Art. 83, Modifiche in materia di delegati regionali e di quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica: viene abrogato il secondo comma, mentre viene sostituito il terzo, stabilendo che dal quarto scrutino saranno necessari i voti dei 3/5 dell’assemblea, mentre dal settimo scrutinio si passerà ai 3/5 dei votanti.


Art. 85, Disposizioni in tema di elezione del Presidente della Repubblica: viene aggiunto un paragrafo che specifica che, nel caso il Presidente della Camera si trovi a dover adempiere il ruolo del Presidente della Repubblica, sarà il Presidente del Senato a presidere il Parlamento; viene sostituito un periodo, e si specifica che se l’elezione del Presidente della Repubblica è a ridossi della cessazione della Camera, questa dovrà avvenire entro 15 giorni dall’insediamento della nuova Camera; viene tolto ogni riferimento ai “consiglieri regionali”.


Art. 86, Esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica: viene adeguato l’articolo sostituendo le parole “Senato” e “Camera dei Deputati” (e relativi aggettivi) in due commi.


Art. 87, Modifiche: vengono apportate diverse correzioni. Tutte le diciture con riferimento al Senato vengono portate al singolare, riferite solo alla Camera.


Art. 88, Scioglimento della Camera dei Deputati: viene sostituito il precedente articolo, e si specifica che il Presidente della Repubblica può sciogliere la Camera dei Deputati dopo aver ascoltato il relativo Presidente.


Art. 94, Fiducia al Governo: viene adeguato l’articolo sostituendo le parole “Camere” e/o “Senato” (e relativi aggettivi e plurali) con “Camera dei Deputati”.


Art. 96, Modifica: vengono soppresse le parole “Senato della Repubblica”, rendendo l’articolo valido solo per la Camera dei Deputati.


Art. 97, Modifica: viene sostituito il precedente articolo, e si sancisce che i pubblici uffici saranno organizzati secondo disposizioni di legge, al fine di migliorarli sotto più aspetti.


Art. 99, Abrogato: viene completamente abrogato l’articolo inerete al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), organo che verrà soppresso.


Art. 114, Abolizione delle Province: vengono rimossi i riferimenti da due commi riguardo le “provincie”, che verranno definitivamente soppresse.


Art. 116, Modifica: viene sostituito il terzo comma del precedente articolo, inerente alle autonomie regionali. Si dispone che potranno esserci ulteriori forme di autonomia locale in alcuni settori come il commercio, la formazione e la giustizia, a patto che la regione rispetti tutti gli articoli e dimostri di avere un equilibrio tra entrante e spese nel proprio bilancio.


Art. 117, Modifica: viene sostituito il precedente articolo. Vengono definite le competenze legislative, che si divideranno tra Stato e Regioni (più le province autonome di Trento e Bolzano). Essendo molto lungo, vi consiglio di leggere la nuova suddivisione dei compiti direttamente sulla gazzetta. In parole povere, lo Stato ottiene molto più controllo rispetto alle Regioni, che si troveranno a gestire “solo” alcuni degli aspetti locali e territoriali. Lo Stato si riserva anche la possibilità di intervenire nella legislazione Regionale a tutela dell’interesse nazionale, qualora vi siano o si sospettino dei problemi. Vi sono poi le città metropolitane e i comuni, che avranno potere legislativo limitato territorialmente.


Art. 118, Modifiche: vengono soppresse in più commi le parole “provincia” e “province”; alla frase “nella materia della tutela dei beni culturali” vengono aggiunte le parole “e paesaggistici”.


Art. 119, Modifica: viene sostituito il precedente articolo. Viene stabilito che i Comuni, le Città Metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria (a patto di dimostrare bilanci equilibrati e rispetto delle normative Europee) e risorse autonome (possono applicare tasse, che devono garantire il funzionamento integrale dell’apparato pubblico). Viene istituito un fondo “perequativo” per i territori con minore gettito fiscale per abitante. Lo Stato garantisce lo stanziamento di diverse risorse aggiuntive per contrastare situazioni di emergenzialità. Ogni apparato possiede un suo patrimonio, e potrà ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento.


Art. 120, Modifica: vengono aggiunte delle parole. Viene stabilito che, in caso di urgenza, il Governo può sospendere/escludere dei rappresentanti territoriali dal loro ruolo, a seguito di accertato dissesto finanziario. Il Senato ha 15 giorni di tempo per notificare la sospensione.


Art. 121, Modifica: le parole “alle Camere” vengono sostituite con “alla Camera dei Deputati”.


Art. 122, Limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali ed equilibrio tra i sessi nella rappresentanza: vengono aggiunte delle parole. Viene stabilito che gli organi regionali guadagneranno quanto il sindaco di città capoluogo, e viene promosso l’equilibrio tra sessi.


Art. 126, Soppressione della Commissione parlamentare per le questioni regionali: l’ultimo periodo del primo comma è sostituito con “Il decreto e’ adottato previo parere del Senato della Repubblica”, unico organo che avrà la competenza sulle questioni regionali.


Art. 132, Modifiche: vengono rimossi tutti i riferimenti alle Province, e lasciati solo quelli ai Comuni.


Art. 133, Abrogazione: viene abrogato il primo comma, riferito all’istituzione o alla modifica di una Provincia.


Art. 134, Aggiunta: viene aggiunto un comma che specifica che la Corte Costituzionale è interpellata anche per giudicare la costituzionalità delle leggi necessarie all’elezione dei membri della Camera e del Senato.


Art. 135, Elezione dei giudici della Corte costituzionale: viene modificato il primo comma, dove si stabilisce che la Corte Costituzione è composta da 15 giugici, di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica, 5 dalle supreme magistrature ordinarie e amministrative, 3 dalla Camera dei Deputati e 2 dal Senato. Viene sostituita, al settimo comma, la parola “senatore” con “deputato”.


Finito! Se l’avete letto davvero tutto, siete proprio dei veterani 😎 Come detto sopra, spero di essere stato abbastanza semplice nella spiegazione. Se ci sono errori, di qualunque tipo, segnalateli! Speriamo che il dibattito diventi un po’ più serio, non solo in televisione ma anche (sopratutto) in rete. Di opinioni personali e isterismi ne abbiamo sentiti abbastanza.

La cosa importante è che vi siate fatti un’idea obiettiva di quello che andrete a votare. Ogni partito/movimento cerca di buttare acqua al suo mulino (spesso senza alcun fondamento), ma voi non state andando a votare un partito, state andando a votare una carta con 47 modifiche alla nostra Costituzione. E quello che c’è critto sulla carta lo avete appena letto.