Ci serve davvero lo streaming?

La proposta è arrivata anche al Comune di Crotone: perché non trasmettiamo le sedute pubbliche del Consiglio Comunale in diretta streaming? In realtà non è una cosa proprio nuova, dato che diverse emittenti televisive in passato hanno trasmesso in diretta i consigli comunali con scarso seguito.

Ci hanno pensato i Consiglieri del M5S, Sorgiovanni e Correggia, che nel prossimo consiglio discuteranno proprio della possibilità di introdurre questo servizio di ripresa, a basso costo, che permetterebbe non solo di seguire in diretta streaming, ma anche di vedere le registrazioni in qualsiasi momento, direttamente dal sito del Comune. Una gran cosa, un passo avanti di non poco conto per un comune come il nostro.

Tuttavia, al di là della proposta, c’è da chiedersi: serve davvero lo streaming? Io penso di no. Penso che sia più importante documentare quello che succede, e quindi registrare, al massimo, e mettere a disposizione i video sul sito del Comune. Ma poi ci penso un attimo: quanti si andrebbero a vedere davvero l’intero video di un Consiglio Comunale? Lo so, non è una scusa per non fare. Però, i tempi di Radio Radicale e delle lunghe epopee politiche via radio sono finite. Oggi non si leggono più gli articoli “troppo lunghi”, figuriamoci un video di un paio d’ore del Consiglio Comunale di Crotone. Senza parlare del precedente televisivo.

Rimaniamo senza informazioni? Ci perdiamo tutto quello che fanno in consiglio? Ci tappiamo le orecchie? Ovviamente no. Avendo tempo e modo di andare, vi consiglio di partecipare ad un Consiglio, è sempre interessante, dato che solo partecipandovi vi accorgerete che una diretta streaming o un lungo video non sono poi così necessari. Per me, bastano e avanzano le Delibere del Consiglio pubblicate sul Portale dei Servizi. Alcune sono un po’ lunghe in effetti, e starci dietro non è sempre facile. In compenso, forniscono tutte le informazioni sulla seduta del Consiglio, sull’esito della discussione sui punti del giorno, sui voti e sui presenti. Certo, sono scremate dal “folklore” che ci può essere in aula, ma a documentare quell’aspetto ci pensano i giornali.

E’ vero, non sono il massimo nel pubblicare i dati, e spesso bisogna aspettare fine mese per leggere le delibere approvate settimane prima. E allora, perché non si prende la palla al balzo e si comincia da qui? Si migliora un servizio che già esiste, e che funziona un po’ male, per poi decidere come e se implementarlo.

In fondo il web e la trasparenza sono anche questo.