Iniziare a perseguire

Era il 2 Luglio quando si annunciò, a sorpresa, una riqualificazione di Piazza Pitagora. Una bella cosa, sempre gradita e piacevole. Nuove piante e nuovi fiori, un’aiuola più curata, ed un nuovo “teorema” disegnato in quello spazio verde abbandonato prima dalla palma e poi dall’abete. Oggi è 8 Luglio, e dopo appena sei giorni dalla messa in posa qualcuno ha ben pensato di fregarsi il primo pezzo del nuovo arredo, ossia una giara. Nella stessa giornata di ieri, sono state rubate diverse piante e diversi vasi, tra il centro storico e Via XXV Aprile, non solo ad attività commerciali.

Ora, tralasciando l’evidente mancanza di senso civico, alla quale ci si appella dopo ogni atto vandalico (che siano delle targhe o una lapide), bisognerebbe chiedersi: ma le telecamere? Solo in Piazza Pitagora ne abbiamo ben due, ad esempio, senza contare quelle delle attività commerciali (la banca in primis). E’ possibile che per traspostare quanto meno la giara ci si sia serviti di un mezzo, che si può identificare più facilmente. Un po’ come sta facendo il Corpo Forestale dello Stato a Cosenza, con tutti quegli stronzi che buttano la spazzatura a bordo strada beccati dalle targhe e multati.

Quante telecamere ci sono a Crotone? Non si sa. Sul sito del Comune il conteggio è fermo ad una ventina, mentre vi posso assicurare che sono almeno una cinquantina. Quante ne funzionano? Anche questo è un bel dilemma, dato che nonostante la grande spesa per installare numerose nuove telecamere ad oggi non sappiamo se queste siano mai entrate in funzione, dato che non ci sarebbe lo spazio per una sala di controllo. Enesimo esempio di “incompletismo”, una corrente artistica che qui a Crotone amiamo.

E’ arrivato il momento di pretendere un po’ di più. Iniziare a perseguire anche (e non solo) le piccole cose, sopratutto quando queste riguardano furti e danneggiamenti al bene pubblico. Perché abbiamo gli strumenti per farlo, sono letteralmente e fisicamente li. Ma non si usano. E finiscono per creare quella situazione, spiacevolissima, di cui ci si lamenta sempre.