Che futuro per il PD Crotonese?

Giugno è passato. Il mese delle elezioni amministrative tanto attese si è concluso, ed anche Crotone ha il suo nuovo sindaco, il suo nuovo consiglio, la sua nuova giunta ed i suoi nuovi assessori, nonostante i soliti malumori. Il primo consiglio comunale è convocato per il prossimo 12 Luglio, al mattino, mentre il sindaco sembra darsi già un gran da fare. Tanto si è detto sulla sconfitta di Rosanna Barbieri, candidata del PD data come ampiamente favorita. E più passa il tempo, più pare ovvio che la candidata sia stata sacrificata (oltre che tradita) per mano dello stesso partito, nonostante l’ex sindaco Vallone si dica sereno.

Tutti gli esponenti di spicco del PD Crotonese infatti si sono spesi in amari e duri comunicati stampa, subito dopo il voto. Ma proprio tutti. Si è parlato di “ripensare il partito”, di “dargli nuova vita”, di “ricrearlo” e di “rifondarlo”, e di “imporre serie riflessioni”, e le solite cose che si dicono dopo una sconfitta elettorale. Almeno di facciata. Alle dimissioni, o quanto meno all’abdicazione dal proprio ruolo, non ci ha pensato nessuno. I nomi si fanno, e si sanno, ma a tempi alterni. Un peso e due misure. In fondo, il PD locale ha mantenuto un preciso equilibrio politico all’interno del comune, e sembra che i vecchi malumori con i Demokratici si siano nuovamente placati.

Ma non basta questo per dimostrare il grande menefreghismo dei dirigenti del PD Crotonese, arroccati nei loro schemi e nei loro equilibri, tutti a vantaggio personale e a svantaggio della città e di noi cittadini. A maggiore dimostrazione di ciò, c’è il rinvio dell’assemblea cittadina del partito. Sono passate così due settimane piene dalla votazione,  e l’assemblea è stata spostata al 6 Luglio. C’è chi dice di aver seguito le linee guida nazionali, ed ha spostato la data per via della brexit. Sarà, ma anche questa pare una scusa, usata solo per prendere ulteriore tempo.

Che ci fosse del distacco tra i dirigenti del partito e la popolazione è cosa nota da tempo. Eppure, questo è un chiaro segno di quanto importi davvero la cosa politica agli attuali esponenti locali. Al di là del simbolo di partito, sono stati tutelati i loro interessi. E l’ulteriore presa di tempo nè è solo una conferma. Una volta preparato tutto, si passerà alla solita, finta analisi politica. Sentiremo dire che “è colpa del PD nazionale” o “della vecchia amministrazione”. Si faranno numeri, percentuali, magari anche grafici. Ma nessuno farà, almeno pubblicamente, un passo indietro. Nè Pantisano, nè Tricoli, nè Puccio, nè tutti gli altri nomi minori ma con grandi influenze. Nè chi è passato dalla parte di Pugliese. Nè chi è rimasto magicamente all’interno del Comune, o che ha mantenuto i suoi ruoli lavorativi. Tutto rimarrà invariato, o almeno così sembra.

Gli unici ad essere un po’ alterati quanto il sottoscritto sembrano essere i GD, che già da dopo il voto si erano espressi molto duramente nei confronti dei dirigenti locali del PD. Sono gli unici infatti a chiedere pubblicamente delle spiegazioni sul rinvio dell’assemblea, oltre a chiedere che venga fatta il prima possibile. Probabilmente, neanche loro che fanno parte del partito verranno ascoltati. La decisione è il 6 Luglio, ed il 6 Luglio sarà, punto. Non c’è da aspettarsi neanche una risposta.

A questo punto è d’obbligo chiedersi: che futuro c’è per il PD Crotonese? C’è da sperare davvero, come fanno i GD, in un “processo democratico di rifondazione”, o è più probabile che le facce vengano rimescolate dall’interno? C’è da sperare davvero in “una opposizione costruttiva e sana”, come disse la Barbieri (che poi non è neanche entrata in consiglio), o è più probabile che avremo un’opposizione servile e sciatta?

Ma sopratutto: c’è da sperare davvero in un “Partito Democratico”, oppure dobbiamo accettare il fatto che questo rimarrà un classico partito clientelare, personale e chiuso, così come ha dimostrato di essere con l’ultima tornata elettorale?