Brexited

Questa notte ho seguito, per la terza volta in un mese, la “Maratona Mentana” su La7. All’arrivo del primo dato sul Leave, molto al di sopra delle previsioni, i volti nello studio sono cambiati. Si era già capito che qualcosa non era andata bene. Le previsioni avevano toppato nuovamente. Intanto, a Crotone si mise a piovere. Già intorno alle 2 (ora Italiana) si dava il Leave in vantaggio sul Remain. E così é stato.

Il 67.2% della popolazione Britannica si è espressa, ed il 52% ha votato per uscire dall’Unione Europea. Il dado è tratto, e da oggi il Regno Unito avrà due anni di tempo per formalizzare la sua uscita, così come descritto nell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. Probabilmente questi termini non verranno rispettati, ed un’uscita effettiva potrebbe verificarsi anche dopo più di 5/10 anni. Tuttavia, non abbiamo precedenti per poter fare previsioni: è il primo paese membro dell’UE a decidere di uscire dall’Unione. Potrebbe finire tutte le pratiche per tempo, in anticipo o in ritardo. Staremo a vedere.

Adesso l’Unione Europea è “ridotta” a 27 Paesi Membri. Maggiori preoccupazioni sono rivolte al quartetto del Gruppo Visegràd, ossia Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, ritenuti tra i più euroscettici, ma spaventano anche la situazione in Olanda, dove i “separatisti” avanzano, e la Spagna, dove si voterà per il governo Domenica 26 Giugno. Meno preoccupazioni per Francia e Italia, anche loro alle prese con i loro gruppetti autonomi, che ora costituiranno il nuovo triumvirato dell’eurozona assieme alla Germania (come era comunque previsto da tempo).

Ad ogni modo, si conferma l’anno dei cigni neri: si stanno verificando numerose situazioni impreviste, andando contro previsioni e sondaggi. Personalmente, ritengo che la brexit sia un male, prima di tutto all’UE. Tuttavia, c’è da capire che da parte loro non sembra esserci intenzione a collaborare alla formazione di un’Europa migliore. Insomma, potrebbe essere meglio per tutti una sua uscita, che da separati in casa si finisce anche peggio. Ora sta all’Europa dimostrare come l’uscita dall’Unione si trasformi anche in serie e rigide misure economiche, non tanto per spaventare gli aspiranti separatisti, ma per dimostrare quanto sia meglio restare. Sarà dura.

Nel frattempo, in tutto il Regno Unito stanno presentando numerose petizioni per abolire questo referendum, o per farne un’altro. Il Parlamento Scozzese probabilmente deciderà di fare un nuovo referendum per staccarsi dall’Inghilterra.

Per ora, bisogna aspettare.