Siamo un paese un po’ migliore

Oggi, dopo tanta fatica, dopo tanti anni e dopo tanti abusi, è finalmente passata la legge sulle unioni civili, ossia il Ddl Cirinnà, che oltre a portare nuove garanzie e regolamentazioni per le coppie eterosessuali non sposate, porta anche in Italia, finalmente, il riconoscimento delle coppie omosessuali. L’Italia infatti era l’ultimo grande paese Europeo a non aver ancora riconosciuto le unioni omosessuali, e si pensava che queste fossero un traguardo irraggiungibile in un paese fortemente Cattolico.

Le reazioni sono state le più disparate. Tristissimo vedere come una gran parte della classe politica (e non solo) abbia inteso il voto alla legge come una questione politica. Non si tratta di politica, si tratta di diritti civili. Le dichiarazioni di Massimo Gandolfini, ad esempio, fanno capire di come sia squallida e subdola certa gente, interessata all’ideale più che alla realtà. Vergognosa, e non poco, l’astensione totale del Movimento 5 Stelle, che come suo solito ha rigirato la frittata più volte, per trasformare una battaglia sociale in una battaglia di “partito” (dopo tutto il casino di Febbraio scorso).

Il raggiungimento degli adeguati diritti civili è la base per una buona società, dove l’individuo non sia sottomesso ai canoni esistenti, ma dove questi si adeguano alle esigenze dell’individuo, nei limiti del fattibile e del giusto. Con questo riconoscimento, l’Italia diventa un paese migliore, almeno un po’. Almeno sulla carta. La popolazione sarà spaccata, ma una tutela legislativa serve, è giusta, è umana.

E non lo è per noi o per loro, lo è per tutti.