I Labour si riprendono la City

Sadiq Khan è il nuovo primo cittadino della city. È il primo sindaco Musulmano di una grande metropoli Europea, figlio di immigrati e di umili origini. È una figura che rappresenta molto la gran parte della popolazione di Londra, a differenza del suo principale avversario, Zac Goldsmith, che, come ci suggerisce anche il cognome, è il figlio di una ricchissima famiglia Inglese.

Dato per favorito già da tempo, strappa la città dai due mandati conservatori di Boris Jhonson, e si promuove non tanto come salvatore, ma come ascoltatore attento e scrupoloso di tutti. Questo è quello che ha ribadito all’East Street Market, vicino dove vivo, il giorno prima dell’elezione.

Ma cosa ne pensano gli abitanti di Londra?

Georgia, una studentessa universitaria Inglese che lavora con noi, si è detta molto soddisfatta. Lei ha votato per lui, sia per appartenenza sia come segno di riconoscimento verso le sue politiche. Khan infatti non solo ha rinunciato ad un aumento del suo stipendio, ma ha devoluto gran parte delle sue entrate secondarie ad organizzazioni no-profit e a difesa dei più bisognosi. Si è dimostrato più attento ai temi sociali, mentre l’attuale sindaco è attento solo a quelli economici.

Myke, il nostro anziano vicino di casa Inglese, non è così entusiasto. Lui ha votato per Peter Whittle, dell’Ukip, non tanto per appartenenza ma per “mandarci a casa”. Ce lo dice con il sorriso, ma in fondo è serio e preoccupato: si chiede spesso se ci siano altre famiglie Inglesi nel quartiere, e del numero sempre maggiore di immigrati nella city.

Amir e Hulla, gestori di un Off License, hanno votato per Khan, e come loro molti gestori e dipendenti di piccole attività commerciali. Da sempre i Labour sono il partito di riferimento per gli immigrati, ma non sempre è così. Ohlì, impiegato in un Off License, ha votato per Goldsmith, perché Khan è favorevole ai matrimoni omosessuali. Come lui anche Saqib, giovane impiegato di un fast food della zona. Salvatore invece ha votato Goldsmith perché “I conservatori fanno girare meglio i soldi”.

Sono in molti ad essere “preoccupati” per il fattore religioso. Non c’è un qualcosa di specifico, solo timore, ingiustificato, e non solo negli anziani. Ingiustificato perché gran parte della macchina organizzativa della city è composta da appartenenti ad altre religioni. Si stima che a Londra gli immigrati siano più del 60% della popolazione residente, e vanno ad aumentare.

Il nuovo sindaco non è altro che un riflesso evidente, che rispecchia la situazione di una città sempre più cosmopolita.