Bad sTory

Anche se gli scandali dei Panama Papers hanno colpito moltissime persone, le reazioni più gravi si sono verificate in Islanda e nel Regno Unito. Nello specifico, la posizione di David Cameron si sta complicando ulteriormente. Il primo ministro Inglese infatti ha dovuto rispondere dei suoi investimenti nella società off-shore del padre, Ian, morto nel 2010. Sebbene questi siano stati fatti prima dell’attività da premier, e siano di “modeste” entitá, hanno generato degli introiti che sono stati incassati senza pagare le tasse del Regno Unito.

Come promesso, nella notte del 10 Aprile Cameron ha pubblicato il bilancio delle sue entrate, per chiarire il tutto. Contrariamente a quanto previsto però, è venuta fuori un’altra irregolarità: una donazione della madre di 200 mila sterline. Nulla di strano, se non fosse che quella cifra corrisponde alla presunta eredità del padre, che sarebbe stata donata in questo modo sempre per eludere le tasse di successione del Regno Unito.

Una brutta botta per il partito conservatore, che alla vigilia delle elezioni del nuovo sindaco di Londra viene attaccato da uno dei reati più odiosi per la popolazione del Regno, l’evasione fiscale. I conservatori escono da altri scandali recenti, come il Ministro del Costume beccato a farsi di cocaina dal seno di una prostituta, ma questa volta l’impatto sarà più forte, ed andrà a colpire direttamente tutto il partito.

Cameron non si dimetterà, ma dovrà portare nuove e valide spiegazioni sul perché non ha pagato le dovute imposte. E lo dovrà spiegare ai milioni di abitanti che le imposte le pagano puntualmente, per non vedersi sfrattati o pignolati.