“Non siamo poi così diversi”

Con oggi si conclude il mio primo staff party. Una cosa abbastanza usuale da queste parti: una o più volte durante l’anno, tutti i dipendenti di un’attività si riuniscono per festeggiare, a spese dei titolari. Una cosa simpatica, che ti permette di familiarizzare anche con i dipendenti di altri branch.

E così ho fatto, intrappolato com’ero tra un folto gruppo di Francesi. Le domande sono sempre quelle all’inizio: da dove vieni, da quanto sei qui, cosa vuoi fare, pensi di restare o di andare via, ecc. ecc. Solite cose. Scopro però così che la mia vicina di tavolo è molto ben informata sull’Italia, sopratutto su un aspetto: la mafia. Le sa proprio tutte, e non si limita a ripeterne i nomi, ma mi indica anche le aree geografiche. E si, ha detto “ndrangheta”, cosa abbastanza inusuale per chi vive fuori dall’Italia.

Non è un caso: sta studiando legge, e si sta specializzando proprio in criminalità organizzata. Studia, per interesse, proprio le organizzazioni criminali, con particolare interesse a quelle del bel paese. Una ragazza decisamente interessante, che, tra l’altro, sa parlare anche l’Italiano da autodidatta. La domanda sorge dunque spontanea: perchè questo interesse?

Sai, non siamo poi così diversi. Io vengo da Marsiglia, che si trova nel sud della Francia. Possiamo tranquillamente paragonarlo al sud Italia. Chiunque vuole aprire un’attività commerciale deve pagare il pizzo, e ci sono moltissimi traffici illeciti. Può non sembrare, ma anche in Francia ci sono pericolose organizzazioni criminali. Non è solo vostro il primato.

Insomma, quando si dice che tutto il mondo è paese.