Farsi una cultura sul burro

E chi se lo ricorda il burro a tavola? Da buon meridionale, sulla nostra tavola non mancava mai la bottiglia di olio d’oliva, spesso crudo, direttamente dal paese grazie all’amico o al parente. Era (ed é ancora oggi) difficile trovare l’olio del supermercato, figuriamoci il burro! Quello si usa al massimo per cucinare.

In un anno nel Regno Unito peró mi sono dovuto abituare alla situazione opposta: sulle tavole c’e sempre il burro, mentre l’olio “d’oliva” é un condimento secondario. Nonostante abbia con me la bottiglia di olio di giù, mi sono trovato ad affrontare e conoscere un alimento importantissimo nell’Europa settentrionale, rendendomi conto di essere impreparato.

Quindi, se anche voi vi sentite persi nella sezione dedicata ai burri del vostro supermercato di fiducia, magari è bene fermarsi un attimo per capire cosa stiamo comprando. Perché si, c’è scritto Butter, ma ci sono sempre almeno tre prodotti diversi, e non sempre quello più economico o in offerta è la scelta migliore.

Se non vi va di leggere tutta la storia del burro, partiamo subito sui prodotti che abbiamo a disposizione nei supermercati Inglesi. Va detto, per prima cosa, che nel reparto butter troverete almeno tre prodotti diversi, di cui due non sono burro. Abbiamo infatti:

  • Butter, salato o non salato;
  • Margarine, anche con sapori e aromi particolari;
  • Spreads, una tipologia mista, detta spalmabile;
  • Lard, non sempre presenti nella sezione dei burri, ma capita;

I burri ovviamente non hanno bisogno di presentazioni, a meno che non parliamo di quello salato. Una volta provato, non potrete farne a meno. Questi sono composti sostanzialmente di burro (80/85%) e di acqua (20/15%), e sono molto più saporiti dei burri del belpaese. C’è una lunga discussione a riguardo.

Anche le margarine sono una realtà nota in Italia. L’unica differenza è che qui troverete un numero esagerato di questi prodotti. Esistono più produttori di margarine che di burro, nel Regno Unito, e cercano tutti di far assomigliare il più possibile il loro prodotto al burro. Un esempio? La marca “I can’t believe it’s not butter”, giusto per intenderci. Vengono vendute addirittura delle margarine aromatizzate. A differenza del burro, formato da grassi animali, la margarina è formata da grassi vegetali. Nello specifico, troviamo grassi ed oli vegetali (70/75%) ed acqua (30/25%), assieme ad altre cose che nel burro non esistono, come stabilizzanti, conservanti e correttori di acidità.

Mentre le margarine vengono usate per cucinare, esiste anche una tipologia particolare a me sconosciuta: gli spread, ossia gli spalmabili. Parliamo sempre di margarine in sostanza, ma destinate a non essere cucinate. Quindi, ad essere consumate fredde, da frigo, un po’ come il burro sul toast con la marmellata. E’ una differenziazione importante, perché viene espressamente sconsigliato di scaldare questi prodotti, ma non sempre ci si fa caso. L’ho scoperto in casa, guardando un mio amico buttare in padella quasi metà di una margarina che non avevo ancora visto al supermercato. Da qui è nata la mia curiosità sull’argomento. A differena delle margarine, questi prodotti contengono un più oli che grassi vegetali (sempre 70/75%), e poi ovviamente acqua (30/35), stabilizzatori, conservanti e correttori.

Infine, gli strutti (non i lardi 😛 ). Questi sono tutta un’altra cosa, ma spesso li ritroverete nella sezione del burro, altre volte invece sono vicino agli scaffali delle carni. Dipende dall’organizzazione del supermercato.

Che fare? Cosa comprare? Beh, potete comprare di tutto ovviamente. Ci sono molte discussioni riguardo cosa sia meglio rispetto a cosa, e vanno tutte in direzioni diverse. Non ci colpa solo la scienza (che qualche volta si esprime troppo precocemente su alcune cose), ma anche il marketing. Anzi, sopratutto il marketing, che vende e trasmette false illusioni su ciò che si mangia. Ad esempio, il burro venne demonizzato per il suo alto contenuto di grassi, ma non è che il nostro organismo non ne abbia bisogno. Il problema è sempre l’abuso. Potremmo dire lo stesso dell’elevato contenuto di oli di palma e/o di cocco, o degli oli di semi in generale, ma in questo caso avrei qualche riserva in più. Colpa della mia cultura “tradizionalista” sul cibo.

Detto questo, io, personalmente, continuo a consigliare l’olio d’oliva, e, tra tutti questi prodotti, il burro, e non la margarina. I burri buoni sono tanti, anche nei supermercati, ma non si può dire lo stesso degli oli d’oliva. La marca “migliore” in vendita è l’olio Filippo Berio, che non è male. Ma per chi è viziusu come me, consiglio sempre (almeno) dei piccoli shop Italiani, dove troverete dell’olio più pregiato, o un giro ai mercati, come al Borought, dove troverete oli veramente del sud Italia, precisamente Pugliesi e Calabresi.

Quindi… occhio al prezzo, si, ma anche alle etichette. Come a casa, anche qui 😉