“La prima persona intelligente che ascolta rap che conosco”

Il genere musicale preferito resta sempre un’argomento di discussione privilegiato, sia tra vecchi amici che tra nuovi conoscenti. Sopratutto poi se ti trovi a lavorare per 10-12 ore al giorno con qualcuno nella stessa stanza. La musica serve.

A volte capita anche che viene fuori a distanza di tempo. Non si palesa subito, come invece accade molte altre volte gia nei primi incontri. E per una volta mi é andata cosi, ed ho potuto parlare di musica dopo lunghe e complesse riflessioni sulla vita, sul lavoro, sull’essere qui piuttosto che li, e cose cosí. Discorsi e parole note a tutti.

La risposta che ho ricevuto mi ha un po spiazzato.

Sei la prima persona intelligente che ascolta rap che conosco. Serio. In genere sono tutti ragazzini quelli che si ascoltano il rap.

A parte il complimento, sono ovvie due cose. Innanzitutto, la connotazione negativa che ha preso il genere, sia attraverso i suoi esponenti sia attraverso i suoi ascoltatori. Di fatto, il “livello” musicale é drasticamente calato, specie in Italia. In secondo luogo, il palese pregiudizio che si ha quando si parla di rap o di hip-hop. Non ci si riesce a staccare dall’idea di un genere infantile, blando, autocelebrativo. Nulla che valga la pena di ascoltare insomma. E questa colpa é da dare unicamente ai maggiori esponenti della scena.

Detto questo… Non si tratta di essere inteligenti. Si tratta solo di farsi una cultura, in questo o quel genere. Del resto, dischi come Capú andrebbero messi in play ogni santo giorno, se vogliamo che il vero riconosca il vero.