“New Year of what!?”

Inizio col botto. Come se non fossero bastati gli abbondanti pasti degli ultimi giorni, il primo dell’anno abbiamo una tradizione tutta nostra: trovare qualcosa di particolare da mangiare. Cucine esotiche, stravaganti, eclettiche. O semplicemente cose mai provate prima. Un modo come un’altro per augurarci tante cose nuove.

Decidiamo così di provare qualche locale nelle vicinanze di casa. Sapete quei locali piccolini, imboscati, loschi, che dici sempre di voler provare e poi non ci vai mai? Ecco, il primo dell’anno sono una buona risorsa. Anche perché a Londra poi non scarseggiano mica. In totale, in appena 2 ore, abbiamo “cenato” in tre ristoranti diversi: uno Polacco (bagel), uno Jamaicano (jerk chicken) ed uno Thailandese (piatti con nomi strani ma buoni). Un mix stravagante che ci ha permesso di onorare la nostra piccola tradizione.

Nel Jamaicano si trovano sempre persone interessanti. Mi è capitato spesso infatti di imbattermi in vari personaggi locali, ma anche in esaltati o fusi. Una porzione di pollo speziato fa gola a tutti, ma anche la birra allo zenzero va forte. Il primo dell’anno non fa eccezione, e questa volta ci imbattiamo in quello scazzato per gli innumerevoli auguri che avrà ricevuto. Quando la cassiera gli dice “Thank you and happy new year“, in modo anche abbastanza scazzato, questo si gira piuttosto male:

Happy new what!? Happy new year? A new year of what? Is not happy, is just a new tax year

Prende le sue cose e se ne va, borbottando qualcosa. Non cerca ne consensi ne approvazione, sa di avere ragione, almeno in parte. Avrebbe potuto stringere la mano a Gramsci, ma magari neanche lo conosce, o forse è di idee diverse.

La cassiera si guarda intorno, scazzata anche lei che lavora, prende un bel respiro e prosegue. Next please.