Sensazioni da fine anno

Beh, manca poco ormai. Giusto il tempo di cenare con non si sa cosa e poi via, si esce per vedere i famosi fuochi d’artificio sulle rive del Tamigi. O almeno ci si prova, sperando di non finire come lo scorso anno (a mezzanotte in tube).

C’è poco allarmismo rispetto ad altre capitali Europee, anzi sembra essere tutto come sempre. Nonostante l’ambasciata Russa che ha consigliato ai suoi cittadini di restare a casa e le “rivelazioni” di un possibile attacco, la cosa sembra lontana, remota, improbabile. I giornali e l’opinione pubblica dà poco peso alla cosa, e tutti si invitano vicendevolmente a stare tranquilli e a godersi la serata. Sono stati disposti altri 3000 poliziotti solo nel centro, e le misure di sicurezza saranno elevatissime. Ma sotto sotto la paura c’è.

Me la confidano tutti i commensali: “Qui a Londra? Pfff, figurati, impossibile. Anche se non si può mai dire…“. Un momento di riflessione comune, di paura collettiva, quella strana sensazione a noi sconosciuta di una tragedia inevitabile. L’idea di uscire e non tornare. Quel contatto, seppur misero, con l’idea della morte, improvvisa e ingiusta. Una cosa che ha provocato una minima angoscia in tutti i giovani (Italiani e non) con cui ho parlato.

Angoscia giustificata, e sempre superata grazie alla sola idea e volontà di vivere un anno migliore. Così come è iniziato l’anno precedente.

Ci risentiamo domani 😉

Buon anno!