“Siete come noi”

Finiamo il nostro turno di lavoro, e si chiude il locale. Ad aspettarci fuori ci sono tutti i nostri amici, si esce a bere qualcosa dato che a breve qualcuno parte e non passerà le feste con noi.

Sulla porta, incrociamo un ragazzo nero con una sigaretta in mano. Ci chiede direttamente “Oh raga avete da accendere?“. E’ stato in Italia per diversi anni, e parla decisamente bene. Ha vissuto in vari comuni dell’Emilia, principalmente in campagna, e ci è arrivato dopo un bel pellegrinaggio dal Sud, passando per la Calabria.

Spontaneamente ci inizia a raccontare qualcosa di se. Ad un certo punto ci dice:

No gli Italiani sono diversi. In Emilia saranno tutti comunisti, ma sono delle merde. Non sono amici, non sono di cuore. Voi al sud invece siete diversi. Siete come noi, come gli Africani. Ma non in quel senso, in senso buono, perché anche se vi lamentate poi offrite di tutto. Al nord invece non funziona così, li non ti passano niente.

Ci prende bene. Il paragone con gli Africani non è in senso dispregiativo, e ci da un bel senso di piacere. Non so quanto possano essere merde in Emilia, ma so quanto possono essere merde in Calabria.

Dopo una breve chiacchierata, anche lui ha i suoi impegni. Ci saluta e se ne va. E ognuno nuovamente per la propria strada.