Movember

Ci siamo quasi. 11 mesi. Un anno è quasi andato, volato. A breve mi ritroverò qui da un anno. Strano, un anno lontano, ed è passato.

Ad ogni modo, si prospetta un nuovo anno di lavoro. Ma dai? Quello principalmente, ma non solo. Un anno in cui probabilmente farò un passo in dietro su una mia posizione, perché mi sono reso conto che la vita così, per quanto fattibile in luoghi come Londra, non è proprio il massimo. Mi riferisco alla vita del lavoratore non qualificato, quello che vaga da fabbrica a fabbrica, da cucina a cucina, senza fare quello che vorrebbe davvero. Quello che vuole lavorare, gli va bene tutto, ma poi quando ci pensa si dice “Avrei potuto fare altro“.

Me ne rendo conto, perché ho notato che questa cosa, sopratutto in gente adulta con la quale mi sono trovato a lavorare. Gente che, arrivata a 40 e più anni, mi confidava che non era quello il lavoro che sognava, ma che lo faceva solo perché non c’ha altro. S’à da fare. Perché in fondo, in questo modo, restiamo tutti proletariato, alla continua e perenne ricerca di qualcosa di meglio, con la gravante che le tutele qui non hanno uno standard. E se ti licenziano, sono cazzi tuoi.

È quello che sta succedendo al nostro bar di riferimento, che dopo 35 anni di attività chiuderà a Gennaio per diversi mesi, per essere trasformato in un ristorante. Tutto il personale che ci lavora non verrà riassorbito, dato che in un ristorante non servono bartender capaci di fare cocktails, ma chef capaci di cucinare. Chi ci lavora da qualche anno l’ha presa abbastanza bene, chi ci lavora dall’apertura, 35 anni fa, no.

È difficile parlare da qui ad un anno, ma è molto probabile che mi iscriverò ad un’università, in Italia. L’obiettivo, ora, è risparmiare il più possibile per poterlo fare, e poi puntare a borse di studio e quant’altro. Vedremo. Certo è che ora mi sento pronto e propenso a farlo, e la grinta del “vado dove capita e lavoro come capita” mi si è decisamente ridotta. Io voglio lavorare a casa mia, e questa è una vera sfida.

By the way, è il movember, ossia il mese che tutti si fanno crescere i baffi. Non ne avevo mai sentito parlare, ma qui la cosa è particolarmente pubblicizzata, con tanto di enormi cartelloni pubblicitari. Solo baffoni per le strade della city 😉