Consigli sul cibo? No, grazie.

Oggi sono stato a Portsmouth, in quello che è stato il primo di una lunga serie di viaggi in tutta l’isola del regno, e non solo. Per quanAto possa essere stato bello vedere il mare e sentirne il suo odore forte (tuttavia diverso dal mare “nostro”), ho avuto una delusione piuttosto ovvia, ma c’ho sperato fino all’ultimo.

Riguarda il cibo. È risaputo che il Regno Unito, a parte qualcosina di “tipico”, non è come l’Italia, dove il solo spostarsi di paese in paese può rappresentare una diversa variante di un piatto. Qui lo standard se la domina: fish ‘n chips, burger, sunday roast, steak, omelette ed english breakfast, ovunque. Non c’è altro, se non mix di altre cucine, come i burritos (sempre più presenti anche nei pub “tradizionali”) o le improbabili paste.

Ma c’ho sperato, e c’ho provato. Chiedere in giro, alla gente del posto, un buon localino dove andare a mangiare per pranzo. Non mi aspettavo ovviamente una bella trattoria, ma l’equivalente inglese del locale di riferimento. E la gente del posto me lo consiglia, ‘sto locale storico, indipendente, li dagli anni ’50 a servire da mangiare, e con un nome per altro accogliente: Mum’s café. Andata.

Purtroppo, il Mum’s café non era all’altezza di nulla. Pessimo, e neanche troppo economico. Avete presente gli hamburger-soletta delle mense? Ecco. Nulla di buono, a parte la Coca Cola. Ho dovuto imparare la lezione, mandando giù un boccone che più che amaro sapeva di piastra sporca: tanto vale andarsene al pub o al McDonald’s. Almeno la roba ha sapore.

E sopratutto, evitare di chiedere consigli sul cibo! A meno che non volete provare delle vere specialità (poche, poco originali, ma esistono), evitate di perdere del tempo. Magari a loro piace davvero “quello” , ma a voi resterà solo l’amaro in bocca.