Greenwich, molto più di un osservatorio

John Wolfe si gode il panorama
John Wolfe si gode il panorama

Un’altra tappa che mi ero prefissato da tempo, e che ho dovuto rimandare parecchio, era proprio l’Osservatorio Reale di Greenwich. Vuoi per la mia piccola passione per l’astronomia e per lo spazio, associata a quella per il tempo (ed al suo funzionamento), era una tappa obbligata. E finalmente ho recuperato anche questa, complice una bella giornata di sole.

Il mio primo errore è stato però proprio questo: associare Greenwich solo al suo rinomato osservatorio. Si, perché Greenwich è molto, molto di più. È possibile visitare ben 4 musei, il Royal Observatory Greenwich, il National Maritime Museum, il Queen’s House Art Gallery ed il Cutty Sark, più l’unico planetario della city. Senza dimenticarci dell’enorme parco, della piccola ma fornita zona commerciale, del mercatino e del lungofiume.

Insomma, tutti ci andiamo con l’idea di “vedere il meridiano”, ma in realtà possiamo fare un po’ di cosette in più, impegnandoci potenzialmente anche tutta una giornata.

Si, è lui!
Si, è lui!

L’Osservatorio di Greenwich non è molto difficile da raggiungere. Io ho preferito un bus, in modo da farmi poi il parco a piedi, ma si può ragiungere anche con la metropolitana, o tramite traghetto. Certo, è un po’ fuori mano, ma vale assolutamente la pena farsi quella mezz’oretta abbondante di trasporto pubblico.

Principalmente, ci si va con l’idea di vedere questo: il meridiano 0. Ai suoi lati sono impressi i nomi di moltissime capitali mondiali (non tutte), con relative latitudini. In molti pensano di potersi fare una foto qui gratuitamente, ma non è così: per vedere questo “monumento” bisogna entrare nell’Osservatorio, e l’ingresso costa 9,50£. Se non volete spendere questi soldi per visitare il museo, contenente tutta la storia moderna sull’osservazione del cielo e sui relativi macchinari, potete farvi una foto con la versione ligth del meridiano, meno appariscente e più piccola, che si trova poco al sotto e si può raggiungere senza spendere un pound.

In alternativa, potete considerare di spendere questi soldi per fare un bel giro all’interno dell’osservatorio. Se non vi interessano particolarmente sale piene di orologi, telescopi, meridiane e goniometri, magari potete anche passare. In alternativa, potete pensare di fare un salto al vicino planetario. Questo può essere molto più interessante, dato il fatto che è dotato di numerose opere interattive che riguardano lo spazio e la ricerca dell’uomo in questo ambiente, molto molto interessanti. Se volete assistere allo spettacolo nel planetario (la formazione dell’universo, i pianeti, le stelle, l’osservazione dell’uomo passata e presente ecc.) c’è da pagare un ulteriore biglietto di 12,50£.

La nave in bottiglia di Nelson
La nave in bottiglia di Nelson

L’osservatorio comunque offre molti particolari e dettagli da acuti osservatori, molti dei quali finiscono per passare comuni decorazioni. Un esempio è l’impersonificazione dell’Astronomia, molto bella, che sebbene sia di fronte ad una scala viene spesso ignorata.

Altra cosa che non mi aspettavo proprio è la terrazza dedicata a Yurij Gagarin, con tanto di statua del famosissimo cosmonauta Sovietico. Non c’è nessuna data, nessun riferimento alla Russia Sovietica, anche se è stato scolpito il logo dell’Interkosmos. Una piacevole sorpresa.

Una volta finito di girare l’osservatorio, possiamo scendere la collina ed avventurarci negli ulteriori musei… a patto che siano aperti! Questi infatti chiudono alle 17, e purtroppo me li sono persi. Se ne approfitta comunque, e si gira nel rinomato borgo, che ci offre la possibilità di vedere ben 3 patrimoni dell’Unesco. Magari, può essere interessante sapere che il nome Greenwich non è una storpiatura di “green-witch” come mi hanno detto in molti, bensì deriva da grenevic, una parola Sassone che vuol dire “città verde”. Ed in effetti, il verde c’è e si vede.

Da qui non si sposta più
Da qui non si sposta più

Prima di arrivare al lungofiume, possiamo addentrarci nei pochi vicoli del centro, pieni di negozietti più o meno interessanti. Si arriva quindi facilmente alla riva del Tamigi, ricca di locali dove fermarsi a mangiare e/o bere qualcosa, anche se la sua principale caratteristica è il bel panorama: da dritta sul Canary Wharf, noto per gli importanti grattacieli.

Si può pensare di visitare il Cutty Sark, l’ultima nave da trasporto del thè ancora integra, che ha resistito al passare del tempo ed  ora un piccolo museo. La nave è stata bloccata al terreno, ed è possibile scendere al suo intero ed al di sotto. Di notte, la nave è illuminata, ed offre un bello spettacolo.

Una volta fatto tutto questo, che fare? Magari si torna a casa, o in centro. Potete usufruire della metropolitana, o dei numerosi autobus. O approfittarne per provare i clipper, i traghetti usufruibili tramite Oyster. Anche se avete l’abbonamento, dovrete pagare per usare il servizio, ma se avete l’Oyster pagare molto di meno rispetto a chi ne è sprovvisto. Io ho preferito l’ultima scelta, e per scendere al Festival Pier (Waterloo) ho pagato 5,35£. C’ho impiegato circa 40 minuti, ed è stato bello passare sotto tutti i più famosi ponti della city, senza contare la vista.

Se poi volete proprio osare, vi potete fare tutto il Greenwich Foot Tunnel, l’ultimo tunnel pedonale che collega le due sponde del Tamigi ancora aperto ed in funzione! Percorrerlo tutto impiega più di 10 minuti, ed uscirete all’Island Garden, vicini all’omonima fermata della metro.

Insomma, Greenwich offre molto da fare e vedere. Magari non vi interessa nulla di ciò, o magari non lo sapevate, come me. Per cui, a voi la scelta 😉